Roma si affida alle forze dell’ordine e alla Protezione civile quando cresce l’incertezza internazionale, mentre resta prudente verso le istituzioni sovranazionali. È quanto emerge dalla ricerca di Changes Unipol, realizzata con Ipsos e intitolata «Instabilità globale. Europa sotto esame», che fotografa percezioni e priorità dei romani di fronte allo scenario geopolitico ed economico.
Sicurezza e rischio percepito
In caso di crisi il 71% dei cittadini della Capitale ripone fiducia in forze dell’ordine e Protezione civile. La fiducia scende al 44% per lo Stato italiano, alla stessa quota per la Nato, e al 43% per l’Unione europea. Il senso di insicurezza è dichiarato dal 40% quando si guarda all’Italia, dal 50% rispetto all’Europa e dall’83% riguardo al mondo. Nel complesso, il 63% percepisce un rischio maggiore rispetto a cinque-dieci anni fa, valore inferiore alla media nazionale (69%) e più contenuto di città come Firenze (82%) e Bologna (76%). Il caro vita pesa sul 73% dei romani, percentuale più alta della media nazionale (71%) e seconda, tra le aree metropolitane, solo a Torino.
Europa sotto esame
Quasi sei su dieci chiedono un’Europa con più poteri su economia, difesa e politica estera, ma l’UE è ritenuta vulnerabile nella protezione dalle crisi finanziarie (39%) e nella gestione di crisi sanitarie (39%). Sul fronte di difesa e sicurezza solo il 27% la percepisce come fattore protettivo, contro il 30% nazionale. A Roma resta alta l’attenzione sul terrorismo: primo posto tra le città italiane per timore di attentati, con il 35% che teme un aumento. Non a caso affiora il giudizio: «Non protegge da attentati». Sul versante delle priorità, il 37% indica l’autonomia strategica su energia, materie prime e farmaci; il 34% chiede di rafforzare la competitività europea verso Stati Uniti e Cina. Sull’integrazione, il 39% vorrebbe più Europa, mentre il 27% propende per restituire maggiore sovranità agli Stati membri.
Giustizia al centro
Nel quadro romano spicca la richiesta: «Lo Stato dovrebbe garantire la giustizia». L’efficienza della giustizia – tempi dei processi e certezza della pena – è una priorità per il 29% degli intervistati, dato più alto tra le aree metropolitane e superiore alla media nazionale (22%). «Cifre che si inseriscono coerentemente nel quadro - commentano i ricercatori -: in una città dove la fiducia nelle istituzioni di prossimità è massima e quella nelle istituzioni lontane, europee o nazionali, è selettiva e condizionata, la richiesta di uno Stato che funzioni nel suo compito più elementare, quello di garantire giustizia, è più forte che altrove».