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Roma, estremisti di destra tappezzano di volantini la sede del Gay Center: “Basta imposizione Lgbt”

Roma, estremisti di destra tappezzano di volantini la sede del Gay Center: “Basta imposizione Lgbt”

volantini azione frontale su gay center

“Basta all’imposizione Lgbt. Liberi di non pensarla ed essere come voi. Combattiamo l’eterofobia”. Queste le scritte a firma di Azione Frontale un’organizzazione di estrema destra, sui volantini attaccati nella notte sulla sede del Gay Center a Roma. A denunciare l’affissione dei manifesti sulla porta dell’associazione sono stati gli attivisti del Gay Center che ricordano diversi episodi avvenuti negli scorsi anni proprio per mano di Azione Frontale e chiedono al Governo di “sciogliere l’organizzazione per le sue continue azioni discriminatorie ed antisemite”.

"Continua a verificarsi l'affissione di manifesti contro la nostra associazione da parte di Azione Frontale, questa volta con la scritta 'Basta l'imposizione Lgbt+". Questi slogan – scrivono i volontari del Gay Center – ricordano quelli dei Nazisti e dei Fascisti contro gli Ebrei, o quelli dei suprematisti bianchi in America". "Il nostro impegno quotidiano a sostegno delle vittime forse è una minaccia per chi vuole continuare a discriminare in modo incontrastato. Per questo chiediamo al Governo di sciogliere l'organizzazione Azione Frontale, come consentito dalla legge, per le sue continue azioni discriminatorie ed antisemite" conclude il Gay Center.

Tra i precedenti riportati dal Gay Center sempre per mano di Azione Frontale volantini "che ritraggono l’immagine del cantante Miguel Bosè accompagnata dal seguente slogan scritto in stampatello: UN BAMBINO NON È UN CAPRICCIO PER UOMINI VIZIATI”. Altri nel 2015 contro le adozioni gay. E nel 2017 "manifesti omofobi in occasione della Giornata Internazionale della Donna".

Azione Frontale ha rivendicato l'affissione dei volantini sulla sua pagina web. Tra le numerose richieste si legge: "Basta alle adozioni gay", "Basta gay pride", "Basta trascrizioni dei 'figli' di coppie gay", "Basta all’attacco della famiglia tradizionale".

(eg)