Ricerca nel Sito

Roma Est, due esplosioni nella notte: indagine su una possibile scia di intimidazioni

Due ordigni nella notte tra Alessandrino e Don Bosco. Sette casi da fine agosto. Indagini serrate su possibile racket a Roma Est e su scontri tra bande

Roma Est, due esplosioni nella notte: indagine su una possibile scia di intimidazioni

Notte di paura in Roma Est, dove due esplosioni a poche ore di distanza hanno risvegliato l’attenzione delle forze dell’ordine su una possibile scia di intimidazioni che, da fine agosto, sta colpendo il quadrante meridionale della capitale. Il bilancio è di serrande sventrate, vetrate in frantumi e auto danneggiate, mentre gli inquirenti lavorano per ricostruire tempi, modalità e collegamenti tra i diversi episodi.

Due bombe ravvicinate

Il primo ordigno è esploso poco dopo mezzanotte in via Antonio Bottini, nel cuore dell’Alessandrino. A saltare è stata la serranda di un esercizio commerciale davanti a una sala giochi, colpita da quello che gli investigatori definiscono un ordigno rudimentale. Il boato ha svegliato i residenti e scatenato l’immediata risposta delle pattuglie sul territorio, allertate da numerose segnalazioni.

La deflagrazione ha devastato l’accesso all’attività e ha colpito i mezzi in sosta. Almeno due auto risultano danneggiate nell’area dell’esplosione davanti alla sala slot. Sul posto sono arrivate le volanti della polizia, gli artificieri e gli operatori della scientifica per i rilievi tecnici: obiettivo, isolare residui e inneschi, raccogliere impronte ed eventuali tracce utili a identificare mano e movente.

La tensione, però, è tornata alta all’alba. Intorno alle 5 del mattino, una seconda esplosione ha scosso il quartiere Don Bosco, in via Calpurnio Fiamma. Anche in questo caso la bomba è stata piazzata all’ingresso di un esercizio commerciale, con una dinamica che all’apparenza ricalca quella della prima deflagrazione e suggerisce un’azione coordinata e studiata per colpire nel cuore della notte.

Attività commerciali prese di mira

L’ordigno è esploso davanti a un’enoteca, causando la distruzione della vetrata d’ingresso. Nell’area limitrofa i danni hanno coinvolto anche alcuni mezzi in sosta e arredi urbani: si segnalano due vetture e un cassonetto colpiti dall’onda d’urto. Fortunatamente, non si registrano feriti, ma la potenza degli ordigni e il ripetersi degli episodi impongono cautela e un salto di qualità nelle indagini.

Per gli investigatori, la possibilità che le due bombe siano collegate è «più che concreta». Con gli ultimi due episodi, salgono a sette gli episodi accertati da fine agosto a oggi nel quadrante sud-est della capitale. Una sequenza che, per modalità e bersagli, alimenta l’ipotesi di una strategia intimidatoria legata a dinamiche criminali locali e a pressioni estorsive su attività considerate vulnerabili.

Solo sabato notte, infatti, era stata presa di mira un’autoconcessionaria alla Borghesiana, su via Casilina, un locale collegato ai fratelli Costantino, già scampati a un agguato nel 2021. Un quadro che, nell’insieme, rafforza l’ipotesi di una rete di interessi in conflitto, dove avvertimenti, ritorsioni e regolamenti di conti si manifestano con esplosivi artigianali per colpire economie di quartiere e inviare messaggi inequivocabili.

La risposta delle forze dell’ordine è serrata. Gli agenti dei commissariati Torpignattara e Prenestino stanno lavorando senza sosta per incrociare testimonianze, rilievi balistici e immagini di sorveglianza, al fine di delineare un profilo degli autori. In particolare, l’analisi delle telecamere di videosorveglianza nelle zone interessate è considerata cruciale per ricostruire spostamenti, mezzi utilizzati e finestre temporali in cui i responsabili avrebbero agito, presumibilmente in pochi minuti e con piani di fuga collaudati.

L’attenzione investigativa si concentra ora su matrici possibili e finalità. L’incrocio di racket, minacce e intimidazioni è l’orizzonte investigativo più battuto, alla luce dei bersagli prescelti e dell’effetto psicologico ricercato: colpire in orari di scarsa presenza in strada, puntando a massimizzare l’impatto mediatico e il timore tra esercenti e residenti, senza provocare vittime. Un approccio che, se confermato, indicherebbe gruppi con conoscenza del territorio e capacità organizzativa sufficiente a pianificare colpi in sequenza.

Nel frattempo, i quartieri interessati restano in allerta. Le associazioni locali e i comitati di cittadini chiedono un rafforzamento dei controlli, soprattutto nelle ore notturne, e un coordinamento costante tra esercenti e forze dell’ordine per segnalare movimenti sospetti e veicoli che stazionano in prossimità di attività commerciali; una collaborazione che può rivelarsi decisiva per individuare pattern ricorrenti e fermare la mano degli attentatori. Fino a chiarimenti definitivi, la città resta vigile, con l’obiettivo condiviso di riportare rapidamente sicurezza e normalità nelle strade più esposte.