A distanza di alcuni giorni dall'esplosione del distributore Gpl in via dei Gordiani, a Roma, quello che si vede è un groviglio di lamiere bruciate e contorte che occupa lo spazio dove prima sorgeva la stazione di rifornimento. Sterpaglie ridotte in cenere, carcasse d’auto e detriti disseminati ovunque dipingono un quadro ancora spettrale.
La strada è tuttora chiusa al traffico, presidiata da forze dell’ordine e attraversata soltanto da giornalisti e tecnici impegnati nelle indagini. Sono in corso verifiche per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto, mentre si attendono i risultati definitivi delle perizie tecniche per comprendere cosa abbia realmente innescato la deflagrazione.
Anche una scuola danneggiata
Intanto si fa la conta dei danni, che non si limitano al solo impianto di distribuzione. L’onda d’urto ha raggiunto anche edifici circostanti, provocando danni strutturali a finestre e infissi. Tra le strutture colpite figura anche una scuola della zona, ora oggetto di accertamenti per valutarne l’agibilità in vista della riapertura.
Cecilia Fannunza, assessora alla Scuola per il V Municipio che anche oggi si è recata presso la scuola primaria 'Romolo Balzani' e l’istituto comprensivo 'Simonetta Salacone' adiacenti al luogo dove venerdì mattina è scoppiato un deposito di Gpl, ha dichiarato: "“La scuola Balzani ad oggi è dichiarata inagibile e il problema non si risolverà entro settembre. Per il nuovo anni stiamo gà predisponendo il ricollocamento dei bambini nelle scuole del quartiere. Ci vorrà tempo, chiediamo pazienza. Oggi c’è stato il sopralluogo dei Vigili del fuoco e della Commissione stabili pericolanti del Simu per valutare una prima stima dei danni. La scuola Balzani ha avuto danni ingenti, quasi tutti gli infissi sono crollati, ha delle lesioni laterali vicino ai pilastri e ovviamente c’è da indagare il sottosuolo perchè questa è una zona dove sono presenti numerosi cavità. Già negli anni passati - prosegue - il Comune era intervenuto sotto le fondamenta dalla scuola Balzani per la consolidazione. Ad oggi la scuola è dichiarata inagibile. La Salacone - altro istituto - è invece in buone condizioni. Per l’apertura della scuola credo sia chiaro che vedendo le immagini la situazione non è recuperabile entro settembre e stiamo lavorando per i ricollocamenti e garantire un anno sereno ai bambini. Abbiamo tante strutture che possono accoglierli e chiediamo a tutti solidarietà e tutti devono capire che è un percorso collettivo non di brevissimo periodo".
Feriti in miglioramento
Sul fronte sanitario, però, arrivano segnali incoraggianti. Le condizioni delle persone rimaste ferite, inizialmente molto gravi per almeno due di loro, stanno migliorando. Alcuni pazienti, ancora ricoverati, mostrano progressi che fanno sperare in un recupero.
Anche la qualità dell’aria, altra fonte di preoccupazione immediata dopo l’incidente, registra dati confortanti. Secondo quanto comunicato da Arpa Lazio, i livelli di diossina — sostanza sprigionata in seguito agli incendi — sono tornati nei limiti di sicurezza, allontanando il rischio di contaminazione ambientale per i residenti del quartiere.