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Roma, alcune edicole del centro rischiano di chiudere. Iannelli (Sinagi): "Quel documento doveva essere discusso con noi"

Roma, alcune edicole del centro rischiano di chiudere. Iannelli (Sinagi): "Quel documento doveva essere discusso con noi"

edicole

La lettura del giornale sta diventando un rito ormai stanco. Alla cara e vecchia carta sempre più persone preferiscono le nuove tecnologie. Social network, smartphone e ora intelligenza artificiale che superano quotidiani e riviste. E a farne le spese – oltre ai professionisti del settore - sono anche le edicole. Mentre il Governo lavora a misure in aiuto del settore, in crisi da tempo, a Roma c’è un’altra grana da risolvere.

Le normative dell'amministrazione municipale, in previsione della stesura del Piano del Commercio 2025, hanno infatti individuato 25 chioschi del centro storico risultati 'non compatibili' e che quindi rischiano di sparire a meno che non vengano trovate soluzioni alternative.

Tra le edicole a rischio chiusura ce ne sono anche di storiche, punto di riferimento per i residenti del centro. Come quelle di piazza Navona, piazza Trilussa e Piazza Colonna. Una situazione che ha messo in allarme la categoria. Enrico Iannelli, Segretario Provinciale Sinagi-Cgil, dichiara inoltre che il documento del Piano del Commercio 2025 non è stato discusso con i sindacati di categoria.

Edicole, il commento della Sinagi

Dichiara Inaelli a Radio Roma: “Quel documento doveva essere discusso tra noi e loro come organizzazioni sindacali, per fare delle modifiche o delle osservazioni e dopo di vederci per fare una valutazione. Invece è stato mandato ed è arrivato in categoria suscitando una notevole agitazione. Allora ribadisco due cose: abbiamo detto che per noi le edicole sono tutte a norma, quindi noi rigettiamo quel documento e non ci sarà, almeno per adesso, collaborazione. E, visto che le edicole in oggetto hanno tutto, sia la licenza e sia la occupazione suolo pubblico, noi siamo a posto. Poi se il comune decide che quelle edicole non sono a norma vorrà dire che noi faremo dei ricorsi quando loro emetteranno a bando”.