Paulo Dybala resta al centro del progetto Roma e, con la sosta ancora in corso, il principio non cambia: se sta bene, gioca. Per il tecnico giallorosso l’argentino non può «essere messo a dormire», un’indicazione chiara su una gestione che privilegia la continuità in campo rispetto al riposo programmato.
La scelta dell’allenatore
Gasperini sfrutta lo stato di forma del suo giocatore più incisivo e mette da parte il concetto di rotazione spinta. La linea è netta: se sta bene gioca. Lo sforzo richiesto comprende la gara odierna e il successivo impegno di sabato allo Stadio Olimpico contro l’Inter, appuntamento che rimarca il peso specifico del calendario giallorosso in Serie A.
Lo stato fisico e gli assist decisivi
Dopo una stagione segnata da 14 partite di campionato e 5 di Europa League saltate per noie al ginocchio e problemi muscolari, Dybala è tornato centrale nella rincorsa che ha portato la Roma al terzo posto. Nelle ultime tre gare ha distribuito quattro assist, una firma pesante che testimonia come la sua qualità tra le linee resti un riferimento per l’attacco giallorosso.
Il gol che manca
Il dato che pesa, però, è quello sotto porta: il gol manca a un giocatore abituato spesso alla doppia cifra. I numeri raccontano l’altalena realizzativa: nella prima stagione romanista ne ha segnati complessivamente 18, 12 in A, 5 in Europa League e uno in Coppa Italia, nella seconda 16, 13 in campionato, due in Europa e uno nella Coppa Nazionale, nella terza solo 8, 6 in campionato e due in Europa League, nella quarta solo tre. Un dato non da Dybala. Ritrovare fiducia nella conclusione e tornare a colpire è oggi la priorità, per sostenere le ambizioni della Roma e dare continuità al lavoro già visto negli assist.