Due evidenti segnali di peggioramento: medie più basse e maggiori difficoltà di apprendimento. Il tutto accompagnato da più casi di abbandono e di disagio psicologico. Nelle scuole è necessaria una più alta presenza di psicologi che però viene frenata dalla mancanza di soldi.
Sia i presidi che gli insegnanti hanno registrato che i danni che il Covid ha causato, con quasi due anni in Dad, vanno al di là della didattica. «Rispetto al passato - dice Cristina Costarelli dal liceo Newton- sono quasi triplicati i casi di disagio che si tramutano in disturbi più gravi: se prima erano 2, adesso ne ho 7. E sono ragazzi che non riescono più a stare in classe». Dal Mamiani, anche Tiziana Sallusti ricalca quanto detto da Costarelli. «Non vedevo scene simili da anni: giovani che non vengono a scuola, non fanno sport, non vedono gli amici, non escono di casa. Per i quali ci sono progetti didattico individuale, per esempio con interrogazioni programmate, e sono seguiti da un terapeuta».
Dal Newton Cristina Costarelli spiega che alcuni istituti hanno «chiesto alle famiglie all'interno del contributo volontario risorse, cioè soldi, per pagare gli psicoterapeuti. Soprattutto ora che il governo non ha ancora confermato i fondi destinati ai servizi di supporto».
I casi di disagio psicologico sono cresciuti del 40 per cento. L’Osservatorio nazionale Adolescenza ha rilevato che un minorenne su quattro ha sperimentato in qualche modo dei vissuti depressivi e il 25 per cento è vittima di autolesionismo.
L’ospedale Bambin Gesù ha fatto sapere che negli ultimi due anni c’è stato un +88 per cento di casi «di ideazione suicidaria» e un +50 di tentativi di suicidio.
Maura Manca, la psicoterapeuta e preside dell’Osservatorio, parla di come ci sia un crescendo di «ansie, di attacchi di panico, paura ad affrontare tutti gli aspetti della vita scolastica, come una semplice interrogazione. E questi malesseri si cronicizzano in disturbi fisici». «Perché si sconta - dice Mario Rusconi, presidente dell'Anp - il disallineamento con la vita di reale, causato da due anni di stop and go della frequenza: prima la Dad, poi il ritorno in classe con le mascherine, dopo ancora a casa per il contagio. Il gap nel livello apprendimento lo vedremo ai test d'ingresso nelle università, ma adesso è calata la capacità di confrontarsi con la vita. Per questo serve un presidio, lo psicologo fisso a scuola».