Roma perde il 27 per cento dell’acqua potabile, a fronte del 14 per cento di Milano. Il dato, pur in miglioramento rispetto a dieci anni fa quando la dispersione toccava il 43 per cento, impone un’accelerazione sugli interventi per l’efficienza della rete idrica, oggi comunque sotto la media nazionale stimata intorno al 42 per cento.
Quadro e obiettivi
Dal 2023 la rete capitolina è stata distrettualizzata, con segmenti più piccoli per un monitoraggio puntuale e una gestione più efficace del sistema di adduzione. L’obiettivo è ridurre ulteriormente le perdite e migliorare l’affidabilità del servizio in linea con sostenibilità e risparmio energetico.
Raddoppio del Peschiera
Tra i cantieri strategici spicca il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, che oggi fornisce 20 mila litri al secondo e copre il fabbisogno di Acea Ato2. La seconda linea, lunga oltre 27 chilometri, aprirà il cantiere nel 2027 con un finanziamento di 1,5 miliardi di euro, di cui 850 milioni dal Ministero delle Infrastrutture. Il piano complessivo di messa in sicurezza e ammodernamento del Peschiera vale 5,2 miliardi, articolato in 18 grandi opere con orizzonte al 2042.
Investimenti sulla Capitale
Per lo sviluppo delle infrastrutture idriche sono previsti 4,7 miliardi, di cui 2 destinati a Roma entro il 2032 in attesa del via libera del Campidoglio. Dal PNRR sono arrivati 50 milioni, affiancati da altri 50 del Servizio idrico integrato. La Capitale ha beneficiato del 50 per cento degli interventi: oltre 2.800 chilometri di rete distrettualizzati, 797 contatori installati, 133 distretti idrici attivati e 115 chilometri di condotte rinnovate. Tra le opere prioritarie figurano il Nuovo Acquedotto Marcio, l’adduttrice Ottavia-Trionfale, il raddoppio dell’Ottavo Sifone e la condotta Monte Castellone-Colle Sant’Angelo, finanziate con 550 milioni del PNRR.
Efficienza e risparmi
La strategia di efficientamento ha consentito un risparmio annuo di 44,7 milioni di metri cubi rispetto al 2020 e una riduzione dei consumi energetici di 13,5 gigawattora.
Caldo, consumi e riuso
Con l’aumento delle temperature cresce l’uso domestico: una doccia richiede in media 80 litri. Acea è impegnata in progetti di sensibilizzazione nelle scuole del Lazio e, grazie al calo delle perdite e all’upgrade della rete, non si prevedono criticità come in passato con riduzioni di flusso in alcune zone di Roma o maggiori captazioni dal lago di Bracciano. È in sviluppo anche il riutilizzo delle acque in uscita dai depuratori, a partire dall’impianto di Fregene, tassello della strategia complessiva di Acea Ato2 per la resilienza futura.