Ricerca nel Sito

Roma, condannato a 7 anni e 7 mesi per stupro

Roma, condannato a 7 anni e 7 mesi per stupro

tribunale

Condanna a 7 anni e 7 mesi per un 32enne romano riconosciuto colpevole di violenza sessuale aggravata ai danni di una giovane. La decisione è stata emessa dalla prima sezione penale del Tribunale di Roma, a quasi tre anni dai fatti avvenuti il giorno di Natale del 2023. La pena è inferiore rispetto a quanto richiesto dal pubblico ministero, che aveva sollecitato 8 anni e 8 mesi, dopo l’esclusione da parte del collegio di una delle aggravanti contestate.

La decisione del tribunale

Secondo quanto emerso in aula, l’uomo è stato ritenuto responsabile di un episodio di violenza sessuale ai danni di una 22enne dell’epoca. La sentenza è arrivata al termine di un procedimento in cui sono stati valutati gli atti d’indagine e le dichiarazioni della vittima. Il pronunciamento ha confermato l’impianto accusatorio, rimodulando tuttavia la quantificazione della pena in ragione dell’aggravante esclusa.

La ricostruzione dei fatti

Per l’accusa, la giovane sarebbe stata attirata con un appuntamento trappola da un ragazzo conosciuto mesi prima in un locale di Ponte Milvio, con il pretesto di consegnarle un panettone. Una volta sul posto, la situazione sarebbe degenerata: la vittima sarebbe stata costretta a salire in auto con la forza, colpita con pugni e schiaffi e trascinata per i capelli, riportando lesioni giudicate guaribili in venti giorni. L’uomo si sarebbe poi spostato in aree isolate dove avrebbe assunto cocaina, per dirigersi quindi nella villa di famiglia in zona Quartaccio. Qui, in una stanza del piano seminterrato, la giovane sarebbe stata segregata e costretta a subire violenze per l’intera notte, sotto minacce di morte.

Le indagini e le misure cautelari

La mattina seguente la ragazza sarebbe riuscita a rientrare a casa, raccontando tutto ai familiari che l’hanno accompagnata in ospedale. Il giorno successivo ha sporto denuncia al commissariato Prati e negli uffici della squadra mobile della Questura di Roma. Gli elementi raccolti sono confluiti nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla Gip Flavia Costantini, che ha disposto il trasferimento dell’indagato nel carcere di Regina Coeli. Nel provvedimento si evidenzia che la giovane sarebbe stata costretta a inviare un messaggio rassicurante alla madre, con il telefono sottratto e la porta della stanza chiusa a chiave, nonché le presunte minacce ricevute anche dopo i fatti per impedirle di denunciare.

Le presenze in aula

All’udienza hanno partecipato alcune attiviste dell’associazione Non una di meno, che hanno manifestato sostegno alla giovane vittima.