Roma tra musica e grandi eventi, ma i residenti protestano: "Vivibilità impossibile"
Ospite in collegamento: Antonia Tomassini, Comitato di Quartiere MianiOltre 100.000 persone in due giorni, due ore e mezza di musica e circa 30 brani in scaletta: la doppia data dei live di Cesare Cremonini al Circo Massimo è stata un successo e ha confermato la capacità di Roma di attrarre grandi eventi. C'è un però che torna, tuttavia, come ogni estate: la protesta dei romani nelle aree limitrofe. Troppo caos, impossibilità di parcheggiare, traffico in tilt: questi i motivi che hanno portato i residenti dell'Aventino e San Saba a far sentire (ancora una volta) la propria voce.
La doppia data nella storica arena capitolina ha richiamato una partecipazione imponente, con affluenza distribuita su due serate e un impianto di spettacolo di alto profilo. Un risultato che ribadisce il ruolo di Roma nella programmazione dei grandi eventi musicali e la centralità del Circo Massimo come cornice per appuntamenti di richiamo nazionale.
Le proteste dei residenti
L’associazione “Amici dell’Aventino" ha evidenziato una serie di criticità riconducibili alle fasi di montaggio e smontaggio degli allestimenti. Nel mirino, in particolare, l’arrivo dei tir per le strutture, le vibrazioni percepite nelle abitazioni e il continuo passaggio di mezzi, indicati come elementi di forte impatto sulla quotidianità. A questo si sommano strade chiuse, traffico in tilt e difficoltà nel trovare parcheggio.
C'è poi la questione traffico e come viene gestito. Secondo i residenti dell'area limitrofa al Circo Massimo, il quartiere sarebbe stato invaso da auto di non residenti, nonostante l’affissione dei divieti di sosta che, stando alla segnalazione, non sarebbero stati rispettati né fatti rispettare. Nel novero delle rimostranze rientra anche la gestione dei varchi di accesso, un sistema che, sempre secondo i residenti, sarebbe stato concordato in precedenti incontri con il Comune e il Municipio.
Le istanze delle realtà territoriali riaccendono il tema dell’equilibrio tra l’attrattività degli eventi al Circo Massimo e la tutela della qualità della vita nei quartieri confinanti, con richieste di maggiore pianificazione, vigilanza e mitigazione degli impatti.