La Champions è più vicina. La Roma si avvicina dopo la vittoria sull’Udinese, netta, per 3-0. Arrivata a pochi giorni di distanza dalla sconfitta in Europa League. Non si è fatta sentire la stanchezza, i giallorossi hanno cambiato e Mourinho ha avuto ragione. Ora sono saldi al terzo posto, distanziati da 5 punti dalla quinta posizione occupata dall’Inter.
L’obiettivo di centrare uno dei primi quattro posti è sempre più vicino, ma non scontato. La Roma ha approfittato dei passi falsi delle concorrenti, è stata l’unica italiana a non accusare la fatica post gara europea. Ha infilato una nuova vittoria in campionato e si è messa in scia della Lazio, seconda a 5 punti di distanza.
Una grande soddisfazione per Mourinho, che ai microfoni di Dazn ha spiegato come è riuscito ad aggirare l’ostacolo fatica: “Abbiamo cambiato diversi giocatori, Lorenzo e Wijnaldum giovedì hanno giocato 45 minuti, altri non hanno neanche giocato. Abbiamo rischiato, però una risposta ottima della squadra come squadra. Il risultato può sembrare partita risolta e facile, ma io onestamente non l’ho mai sentita così, neanche nel 2-0. Dopo il rigore parato hanno cambiato l’inerzia della partita, noi abbiamo abbassato la pressione, lì abbiamo iniziato a sentire la stanchezza. Dopo il terzo gol finisce la partita ma il 3-0 non è il risultato che ho sentito durante i 90 minuti.”
Sul blocco dei giocatori italiani in campo ha detto: “A me piace, è questa la conseguenza della nostra natura e realtà economica? No, è anche un modo di pensiero della società e io ho accettato di avere un ottimo rapporto con il calcio di base e il calcio giovanile. Mi piace avere questo nucleo italiano, oggi il calcio è universale, ci sono tanti giocatori stranieri ma io continuo a pensare che la gente di casa, casa Roma o di casa Italia, hanno questa specificità di adattarsi e di creare questo tipo di situazione dove gli altri che arrivano sentono che la squadra è una famiglia e che c’è empatia con i tifosi e questo è uno dei motivi per cui la squadra vince, pareggia, gioca bene o male: con i tifosi sempre insieme. Questo mi fa piacere. Bove oggi è stato fantastico ma ha fatto un errore che poteva cambiare l’inerzia della partita se Rui non avesse parato il rigore. Sono arrabbiato con Bove? No, è la natura della crescita. Sono molto contento per un ragazzo italiano, romano e romanista, che gioca una volta in più e farlo bene.”
G.