Roma affronta un’ondata di caldo estremo che sta mettendo in difficoltà la ristorazione del centro storico. I tavoli all’aperto risultano quasi deserti nelle ore di punta, in particolare a pranzo, e gli operatori segnalano una contrazione netta del flusso di clientela. La situazione è evidente tra le vie più frequentate dai visitatori, dove i dehors del centro storico appaiono vuoti nonostante i tentativi di mitigare la calura con ventilazione e ombreggiature.
Caldo e tavoli all’aperto vuoti
Le temperature elevate hanno ridotto la permanenza all’esterno, con un impatto diretto sull’operatività dei locali che fanno affidamento sulla ristorazione all’aperto. L’effetto è più marcato a mezzogiorno, quando il sole rende meno appetibile la sosta ai tavolini esterni, anche in presenza di ventilatori e coperture. La percezione condivisa dagli addetti ai lavori è di una domanda in caduta nelle fasce più calde della giornata.
L’impatto sulle attività del centro
Nel cuore di Roma, tra i luoghi simbolo del turismo cittadino, la contrazione di presenze si traduce in incassi ridotti e maggiore incertezza. Un ristoratore affacciato su piazza Navona descrive un quadro allarmante e quantifica il calo di affluenza con parole nette: «Il flusso è diminuito perlomeno del 70-80%. La gente non si vuole sedere fuori perché fa troppo troppo caldo, anche se abbiamo i ventilatori».
La domanda si sposta sul gelato
In un contesto di clienti calati del 70-80%, l’unico prodotto che mantiene un ritmo costante è il gelato, trainato soprattutto dalla presenza dei turisti stranieri. La preferenza per consumazioni rapide e rinfrescanti conferma lo spostamento della domanda verso proposte leggere e immediate, mentre i locali continuano a registrare dehors semivuoti nelle ore più critiche.