È stato inaugurato a Roma il nuovo Museo di Scienze Naturali dei Bambini, uno spazio espositivo ideato per la didattica delle scienze e ispirato alla metodologia del Maestro Manzi. Il museo ha sede nell’ala ristrutturata della scuola Fratelli Bandiera, in piazza Ruggero di Sicilia, nel quartiere Nomentano. Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, a conferma del forte legame tra istituzioni cittadine e mondo accademico.
Un nuovo spazio educativo nel cuore del Nomentano
Il percorso, promosso su impulso del Municipio II e sviluppato a partire da un progetto curatoriale dell’Università Sapienza, raccoglie oggetti e strumenti didattici concepiti per spiegare i fenomeni naturali in modo chiaro e coinvolgente. Non semplici lavoretti, ma installazioni di livello museale realizzate da bambini per i bambini: modelli, exhibit, strutture esplicative e pannelli costruiti con estro, capacità tecnica e rigore scientifico.
Una collezione legata all’eredità del Maestro Manzi
Il patrimonio allestito nella scuola Fratelli Bandiera dell’istituto Montessori-Pini, dove in passato insegnò Alberto Manzi, valorizza una tradizione educativa resa celebre dalla trasmissione «Non è mai troppo tardi», che alfabetizzò milioni di italiani negli anni Sessanta. L’impostazione didattica mira a rendere la scienza accessibile e a misura di studente, coinvolgendo anche gli adulti nella fruizione.
«In questa scuola - si legge nella nota dell'Università Sapienza - Manzi ha iniziato e portato avanti un lavoro fondamentale e profondamente innovativo di divulgazione e insegnamento delle scienze per bambini, lasciando il testimone alle maestre che hanno creato negli anni oggetti e strumenti didattici pensati per l'insegnamento di queste discipline. Un gruppo di ricercatori della Sapienza coordinati da Fabrizio Rufo del dipartimento di Biologia Ambientale con Maria Nicolaci e Stefano Papi con il sostegno del II Municipio di Roma Capitale in collaborazione con la scuola, visto il concretizzarsi del rischio che tutto questo patrimonio andasse perduto, ha deciso di investire nella conservazione della collezione ristrutturando un'ala dell'edificio, oggi non più utilizzata, trasformandola in museo. È stato realizzato così uno spazio per molti aspetti unico nel panorama italiano, in cui la collezione scientifica diventa strumento didattico per chi la costruisce ma anche per chi la fruisce, un percorso a misura di bambino in cui anche gli adulti troveranno ospitalità, poiché la qualità delle opere della collezione è tale da interessare e coinvolgere ogni tipo di pubblico».
Un percorso in cinque sezioni tematiche
Il progetto museologico, realizzato con il supporto di esperti di museologia scientifica e didattica, articola la visita in cinque ambiti: astronomia, geologia, paleontologia, evoluzione biologica e paleoantropologia. La selezione delle opere più significative, curata per valore estetico e funzione educativa, punta a suscitare curiosità immediata e a consentire lo svolgimento di lezioni direttamente in museo, offrendo un’esperienza formativa immersiva per tutte le età.