“Soccombere al "diktat automobilistico", in una città strangolata dal traffico, trasformare le archeologie dell'antica Roma in un grande Luna Park, smontare, ricostruire, trasferire e decontestualizzare a piacimento senza interrogarsi sulla correttezza di questi procedimenti.
Filippo Coarelli, archeologo e accademico dei Lincei, e Italia Nostra denunciano la presa "in ostaggio" della Roma Antica che, "di giubileo in giubileo" vede soccombere Fulloniche (lavatoi), basiliche, musei e mausolei.
on interventi, capaci di "distruggere" le preesistenze e di stravolgerne la testimonianza storica con l'adozione di soluzioni "fuori contesto, che non tengono in alcun conto quei principi di conservazione e valorizzazione, pur normati, considerati da decenni irrinunciabili per ogni intervento, anche di natura urbanistica, ricadente su siti e beni di valenza archeologica". Nel mirino dell'archeologo e di Italia Nostra ci sono innanzitutto i lavori di Piazza Pia (con sottopasso di Lungotevere di Castel Sant'Angelo) da cui sono emersi i resti di una "fullonica", un opificio destinato al lavaggio dei panni e delle toghe, un'antica "lavanderia" del II sec. d. C.