“Suscita perplessità la posizione ambigua, per non dire vile, delle autorità italiane, che in un primo momento concedono gli spazi necessari per l’allestimento della mostra dal titolo “La rinascita di Mariupol” a Modena, per poi soccombere alle pressioni della 'polemica' e del marcio regime oligarchico ucraino rappresentato dal temibile ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyk il “Terribile”, e tornare indietro su una decisione già presa".
Il messaggio dell’ambasciata russa a Roma
A scriverlo è l’ambasciata russa a Roma in un duro post su Telegram sulla revoca di alcuni spazi concessi ad eventi 'filorussi' in Italia: “Sorge quindi un ragionevole dubbio su chi dipenda davvero da chi - denuncia l'ambasciata - E' forse Kiev, che come sostengono gli autorevoli esperti occidentali non resisterebbe nemmeno una settimana senza il sostegno dell’Occidente (Italia compresa) a dipendere da Roma? O è forse Roma in realtà a dipendere da Kiev, che non ha proprio nulla da offrire al di là dell’ideologia nazista di Stepan Bandera e di una tracotanza e ingordigia che non conoscono limiti?".
Si legge ancora nel messaggio pubblicato su Telegram: “Altrimenti - prosegue il post - come si spiega il fatto che gli ucraini dettino legge alle autorità e al popolo italiano per quanto riguarda gli eventi sociali e culturali ai quali si deve partecipare, e quelli a cui non si deve partecipare, o per quanto riguarda quali produzioni mettere in scena e quali invece ostacolare, quali artisti e musicisti invitare e di quali invece deve essere annullato lo spettacolo?”.
Conclude il post: “Se all’interno dell’opinione pubblica italiana già da tempo circola la convinzione che molte decisioni vengano prese in via Veneto, evidentemente oramai si può anche affermare con certezza che le autorità italiane, sia centrali che locali, sono obbligate a tenere in considerazione per qualunque questione l’opinione dell’ambasciata ucraina, situata... a proposito, ma dove è situata? Come mai non è ancora diventata una delle principali attrazioni turistiche della città, e della politica, di Roma?".