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Roma, all'ospedale Sant’Andrea una mostra per festeggiare 25 anni di storie e cura

Roma, all'ospedale Sant’Andrea una mostra per festeggiare 25 anni di storie e cura

Da opera incompiuta a punto di riferimento della sanità italiana. L'ospedale Sant’Andrea di Roma compie 25 anni e celebra il suo quarto di secolo con una mostra fotografica che racconta non solo la crescita di una struttura d’eccellenza, ma soprattutto le storie, i volti e il lavoro quotidiano di chi in questi anni ha attraversato corsie, reparti e pronto soccorso. La mostra, allestita questa mattina nell’atrio del nuovo edificio dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, raccoglie otto pannelli e circa 400 immagini, pensati per ripercorrere la vita dell’ospedale romano dalla sua nascita a oggi.

Roma, all'ospedale Sant’Andrea una mostra per festeggiare 25 anni di storie e cura

Un viaggio nella memoria di una delle realtà sanitarie più importanti della Capitale, diventata nel tempo un presidio strategico per assistenza, alta specializzazione, formazione universitaria e ricerca scientifica. All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, la direttrice generale Francesca Milito, la rettrice della Sapienza Università di Roma Antonella Polimeni, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e Francesco Storace, già ministro della Salute e presidente della Regione Lazio.

I numeri raccontano la portata di questa crescita. In 25 anni, il Sant’Andrea ha erogato quasi 25 milioni di prestazioni ambulatoriali a 2 milioni e mezzo di utenti, mentre sono state oltre 13 milioni le prestazioni fornite a quasi un milione di pazienti assistiti in Pronto Soccorso. Oggi la struttura può contare su oltre 2mila dipendenti, 90 ambulatori, 37 reparti, 13 sale operatorie e 460 posti letto.

Anche il solo 2025 conferma il peso del Sant’Andrea nel sistema sanitario regionale e nazionale: 1.338.128 prestazioni di specialistica ambulatoriale, 46.303 accessi in Pronto Soccorso, 17.494 ricoveri ordinari, 6.139 ricoveri a ciclo diurno, 10.989 interventi chirurgici e 2.271 interventi di chirurgia ambulatoriale.

I riconoscimenti

Ma il bilancio di questi 25 anni non è fatto solo di numeri. Inaugurato nel marzo del 2001 con le prime attività ambulatoriali e diagnostiche, il Sant’Andrea è cresciuto fino a diventare una struttura di rilievo nazionale e di alta specialità, sede anche della Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza.

Un percorso che ha portato l’ospedale a guadagnare spazio anche nelle classifiche internazionali: recentemente è stato inserito da Newsweek tra i 200 migliori ospedali del mondo nel 2025, primo ospedale pubblico del Lazio, ottenendo anche il riconoscimento di eccellenza “Platinum” di Accreditation Canada.

A fare la differenza, negli anni, è stata anche la capacità di innovare. Il Sant’Andrea continua infatti a distinguersi per l’uso di tecnologie avanzate come la TAC spettrale, la Risonanza Magnetica 3 Tesla e l’impiego dell’intelligenza artificiale in settori chiave come medicina d’urgenza, cardiologia e radiologia.

Ricerca e della sperimentazione clinica

Accanto all’assistenza, resta centrale anche il fronte della ricerca e della sperimentazione clinica, con numerosi centri di qualificazione attivi all’interno della struttura: dalla medicina di precisione alle malattie rare, fino al centro sclerosi multipla, al tumor board, al centro per la prevenzione del suicidio e al centro di medicina del sonno pediatrico. Il venticinquennale coincide inoltre con una nuova fase di sviluppo.

Grazie alla riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, il Sant’Andrea si prepara infatti ad ampliare ulteriormente la propria capacità assistenziale: i posti letto saliranno da 460 a 548, con l’attivazione del nuovo Centro Onco-ematologico, il potenziamento dei servizi ambulatoriali, delle piastre chirurgiche e delle Terapie Intensive e Sub-intensive. Una celebrazione, quindi, che non guarda solo al passato, ma rilancia con forza il futuro di un ospedale che in 25 anni è diventato uno dei pilastri della sanità pubblica romana e laziale.