Si è rivelato un falso allarme bomba quello scattato nella mattina di oggi 16 aprile in Cassazione a Roma. Hanno dato esito negativo i controlli dei carabinieri impegnati sul posto per le operazioni di bonifica con artificieri e cinofili. A dare il via alle verifiche una telefonata anonima arrivata intorno alle 8 di oggi, quando qualcuno ha composto il numero del centralino comunicando la presenza di un ordigno nel palazzo. La persona al telefono aveva riferito di far parte di un fantomatico gruppo 'Comunisti italiani contro la Meloni'. Accertamenti in corso sulla telefonata e sulla reale esistenza del gruppo.
Roma, allarme bomba in Cassazione: telefonata anonima fa scattare le bonifiche
Dopo la chiamata è scattato l'intervento di verifica, i primi ad intervenire sono stati i carabinieri del nucleo Cassazione quindi i colleghi della compagnia di Roma San Pietro, del Nucleo artificieri e cinofili per la bonifica del Palazzaccio.
A quanto si apprende, non è stata necessaria l'evacuazione dell'edificio durante le verifiche per l'allarme bomba. Sarebbero state allontanate solo alcune persone. Terminata la bonifica nel palazzo e nell'area esterna del palazzo e nei cantieri limitrofi sono ancora in corso controlli a più largo raggio.
La rivendicazione: 'Siamo comunisti contro la Meloni'A rivendicare l'atto sarebbe stato un fantomatico 'gruppo comunisti italiani contro la Meloni'. Il telefonista chiamando il centralino della Cassazione si sarebbe presentato così indicando poi la presenza di una bomba nel palazzo della Suprema Corte.
Sono in corso indagini per cercare di risalire all'utenza da dove questa mattina è partita la chiamata di allarme e anche sull'esistenza di questo fantomatico gruppo.
Il precedente
Lo scorso 3 dicembre una telefonata anonima al 112 è partita di mattina sempre per "annunciare" un allarme bomba che si è poi rivelato falso. La segnalazione in quel caso indicava come luoghi da attenzionare non solo il Palazzaccio ma anche il Tribunale di Roma. Le verifiche concluse intorno alle 12 hanno decretato il cessato allarme per entrambi i casi.
Quel giorno era attesa nel pomeriggio la sentenza della Cassazione nel procedimento legato alla strage di Rigopiano. La tragedia dell'hotel travolto da una valanga nel 2017 nella quale persero la vita 29 persone.
Al tribunale di Roma si stava invece svolgendo una udienza in Prima corte di Assise del processo per il sequestro e l'omicidio del ricercatore Giulio Regeni che vede imputati quattro 007 egiziani.
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