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Roma, alla Galleria Nazionale la mostra di Pablo Atchugarry: marmo e luce dal 19 maggio

Roma, alla Galleria Nazionale la mostra di Pablo Atchugarry: marmo e luce dal 19 maggio

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Alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma arriva dal 19 maggio al 21 giugno la mostra "Pablo Atchugarry. Scolpire la Luce", un percorso che riunisce 55 opere dell'artista uruguaiano, da anni legato all'Italia. Il progetto espositivo valorizza la ricerca sulla materia e sul rapporto tra forma e luce, tema cardine del suo linguaggio scultoreo.

Date e sede

L'esposizione è ospitata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma dal 19 maggio al 21 giugno. A distanza di dieci anni dall'ultima mostra romana ai Mercati di Traiano e di cinque da quella al Palazzo Reale di Milano, l'appuntamento capitolino riporta in città un corpus significativo del lavoro di Atchugarry.

Il percorso espositivo

Le sculture si distinguono per forme metamorfiche, talvolta quasi aerodinamiche, che richiamano suggestioni di alberi, colonne, fiamme, corpi, panneggi e architetture. Accanto ai celebri marmi, il percorso presenta opere in legno ricavate da tronchi di ulivi secolari, oltre a lavori in bronzo smaltato, in alabastro e in acciaio. Dall'intimità organica dei legni al vigoroso slancio dei bronzi, fino alle grandi sculture ambientali in acciaio, l'artista esplora modalità espressive diverse nel costante dialogo con luce, aria e paesaggio.

In via eccezionale, quattro sculture saranno poste in dialogo con capolavori della collezione permanente firmati Arp, Fontana, Giacometti e Moore, creando un confronto diretto tra linguaggi che attraversano il Novecento e il contemporaneo.

Le parole del curatore

Gabriele Simongini, curatore della mostra, sottolinea la dimensione vitale delle opere: "e sculture dell'artista, che amo definire organismi, sono forme che si aprono alla vita, che fioriscono, che si trasformano.

Per guardarle solleviamo il viso e gli occhi provando una gioia istintiva perché sono opere piene di luce, di energia, mai chiuse in se stesse ma con una carica dinamica".

Simongini precisa inoltre: "Il titolo della mostra - commenta il curatore - si rifà all'etimologia della parola 'marmo', materia per cui Atchugarry è famoso in tutto il mondo, che significa appunto pietra splendente".

La donazione e lo sguardo della direzione

Per l'occasione, Atchugarry donerà alla Galleria un'opera in marmo bianco, "Splendore", concepita per entrare nella collezione permanente della Gnamc. La direttrice Renata Cristina Mazzantini osserva: "Nelle sue sculture - commenta Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria - la durezza del marmo si ammorbidisce, creando ritmo e movimento attraverso l'alternarsi di luci e di ombre. Siamo felici della donazione dell'opera di Atchugarry che per la Galleria è un ponte con il Sudamerica ed è un nuovo occhio sulla plasticità della materia".