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Roma al setaccio del caldo: piazze senza ombra e polemiche sul verde

Roma al setaccio del caldo: piazze senza ombra e polemiche sul verde

CALDO

Roma vive giornate di calore estremo e il cuore monumentale della città appare sempre più privo di ombra. «Roma, oppressa da un caldo torrido, piange i grandi alberi abbattuti negli ultimi anni e la mancanza di verde», ha titolato la scorsa settimana il quotidiano francese Le Monde, che già un anno fa aveva evocato la «disneylandizzazione» della Capitale. Il dibattito locale si concentra sulla gestione del patrimonio arboreo e sulla scarsità di schermature naturali nelle aree più frequentate del Centro.

Piazza dei Cinquecento e l’afa di Termini

All’arrivo in città, la distesa di piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini, restituisce la fotografia più dura del calore urbano. Greenpeace ha rilevato temperature superiori ai 50 gradi e la vegetazione residua appare in sofferenza: alcuni alberelli sono rinsecchiti, così come le piante nelle fioriere in largo di Villa Peretti, ricollocate da via della Conciliazione dopo la realizzazione della nuova piazza Pia. La competenza su questi spazi è di Anas, chiamata alla manutenzione e alla sostituzione degli esemplari danneggiati dall’afa e dalla siccità. Il tratto che costeggia le Terme di Diocleziano, di competenza del Comune, risulta invece in condizioni migliori. A poche decine di metri, le aiuole davanti all’antico Planetario sono aride nonostante l’impianto di irrigazione, che potrebbe non essere operativo o limitato per ragioni di risparmio idrico.

Bilancio del verde e obiezioni dei comitati

Secondo l’ultimo bilancio arboreo del Campidoglio, tra novembre 2021 e marzo 2025 gli abbattimenti sono stati 29.842 (di cui 706 per crolli) e le piantumazioni 67.640, con un saldo positivo di +37.798 alberi e un patrimonio complessivo che supera le 390mila unità. I numeri, però, sono contestati da realtà civiche come Curaa (Cittadini uniti Roma alberi abitanti). «Per noi non sono attendibili perché manca una piattaforma per poterli verificare — sottolinea Jacopa Stinchelli, presidente dell’associazione — . Dove sono il famoso gemello digitale o la task force che dovrebbe fare i controlli? E perché non vengono diffusi i dati sugli attecchimenti?».

Le aree più critiche nel Centro storico

Nel perimetro monumentale, l’assenza di ombra è amplificata dal riverbero di marmo e travertino. In piazza Augusto Imperatore sono stati rimossi 59 dei 67 cipressi storici perché instabili o malati. In piazza Risorgimento sono state sostituite 11 alberature sofferenti dopo la riqualificazione. Lungo via dei Fori Imperiali, secondo i comitati, i pini superstiti sono solo nove. «Ne sono rimasti soltanto nove, ne mancano due terzi — insiste Stinchelli — . Abbiamo presentato ricorso al Tar per chiedere la sospensiva degli abbattimenti: non è stato accolto, ma ne discuteremo nel merito. Quello che è successo, a nostro avviso, è gravissimo e abbiamo documenti in grado di dimostrarlo».