Un ragazzo di 25 anni ha denunciato di essere stato aggredito nel centro di Roma in un episodio che, secondo il suo racconto, avrebbe connotazioni omofobe. I fatti risalirebbero a pochi giorni fa, mentre la denuncia è stata formalmente presentata lo scorso 14 settembre presso la stazione dei carabinieri di Prati.
Stando a quanto riportato da diverse testate nazionali, tra cui La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Messaggero e La Stampa, il giovane avrebbe riferito di essere stato prima insultato con frasi offensive a sfondo omofobo, per poi essere colpito al volto con un pugno da una persona non ancora identificata. L’aggressione sarebbe avvenuta in pieno centro, in una zona frequentata anche da turisti e passanti.
I carabinieri hanno aperto un’indagine per fare chiarezza sull'accaduto e sono attualmente al lavoro per raccogliere testimonianze, analizzare eventuali immagini di videosorveglianza e ricostruire l'esatta dinamica dei fatti.
L'appello del Partito Gay
"Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza ad Alessandro - scrive il Partito Gay Lgbt+ - giovane di 25 anni, brutalmente aggredito da almeno dieci ragazzi italiani con accento romano, tra i 18 e i 22 anni. Alessandro è stato nostro attivista nel 2021, prima di trasferirsi a Londra per proseguire gli studi, e partecipò alle nostre manifestazioni e sit-in. Ha riportato un trauma cranico-facciale, la frattura del naso e contusioni alle costole, con una prognosi di almeno venti giorni, dopo essere stato picchiato e insultato da un branco di dieci giovani".
Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay Lgbt+, dichiara: "Questa violenza dimostra ancora una volta quanto l’omofobia sia purtroppo una realtà concreta e diffusa nel nostro Paese, che continua a colpire giovani e persone Lgbt+ nella vita quotidiana. È proprio per contrastare episodi come questo che è nato il Partito Gay Lgbt+, per stimolare la politica a varare leggi concrete a tutela della nostra comunità. Rivolgo un appello ai testimoni: chiunque abbia assistito o ripreso l’aggressione con il cellulare è invitato a contattarmi direttamente o a rivolgersi alle forze dell’ordine. Le immagini e le testimonianze possono essere decisive per assicurare alla giustizia i responsabili di questo vile attacco. Chiediamo inoltre che vengano acquisite e verificate le registrazioni delle telecamere pubbliche e private presenti nella zona di Corso Vittorio Emanuele II e Largo Argentina, così da non perdere alcuna prova utile all’identificazione degli aggressori".