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Roma, agente spara al proprietario di casa: condannato a due mesi

Roma, agente spara al proprietario di casa: condannato a due mesi

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A Roma è stato condannato a due mesi, al termine del rito abbreviato, l’agente Simone Di Panfilo, 27 anni, con l’accusa di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi. Il colpo di pistola fu esploso il 9 agosto 2023 all’interno di un appartamento in via Antonimina, zona Tuscolana, ferendo gravemente all’anca il proprietario di casa, Tommaso Ascenzi, 36 anni.

La sentenza

Il giudice ha riconosciuto la responsabilità dell’agente per eccesso colposo, disponendo la condanna a due mesi di reclusione. La decisione arriva al termine del rito abbreviato, scelto dall’imputato, e si fonda sulla ricostruzione degli atti d’indagine relativi all’intervento di polizia avvenuto nell’appartamento del trentaseienne.

La dinamica ricostruita

Secondo gli atti, quella sera Ascenzi rientrò dal lavoro, dopo una giornata impegnativa alla gestione di un bar nelle vicinanze. Nel suo appartamento ebbe una discussione telefonica con la fidanzata, con urla e parole sopra le righe che insospettirono i vicini. Allertata, la polizia raggiunse l’edificio di via Antonimina. Nel frattempo, l’uomo si era calmato, aveva fatto una doccia e si era disteso per dormire. Svegliato da rumori, si spostò in salone, accese la luce e si trovò di fronte due agenti in divisa. Uno, secondo l’accusa, gli intimò di fermarsi e subito dopo esplose il colpo. Un file audio agli atti registra la reazione del collega che non sparò: «Ma come? Il proprietario di casa?».

Le conseguenze per la vittima

Il proiettile ha provocato lesioni all’anca e la necessità di un intervento chirurgico, con una prognosi iniziale di 40 giorni. La convalescenza è stata lunga, segnata da ricoveri e terapie per recuperare l’uso della gamba. Ascenzi è assistito come parte civile dagli avvocati Stefano Maranella e Giuliano Mendoza. L’ambulanza intervenne rapidamente quella sera, ma per il trentaseienne è iniziata un’autentica odissea sanitaria.