Roma celebra gli 80 anni della Repubblica con una giornata di cerimonie e musica nel cuore della Capitale. Dall’Altare della Patria ai Fori imperiali, il Capo dello Stato ha reso omaggio con la deposizione della corona, mentre in cielo hanno sfrecciato le Frecce Tricolori e una grande bandiera ha avvolto il Colosseo. Alla parata erano presenti le alte cariche dello Stato e, in serata, lo spettacolo in diretta da piazza del Quirinale ha portato la festa fuori dal Palazzo.
Il messaggio alle Forze armate
Nel suo ringraziamento al ministro della Difesa, Sergio Mattarella ha sottolineato: «Nella fase storica che il mondo sta attraversando, caratterizzata da ombre e luci, le donne e gli uomini delle Forze armate confermano la loro vocazione a concorrere alla costruzione della pace e della sicurezza globali». Il presidente ha definito le Forze armate «pilastro della Repubblica» e ha ricordato che «le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza», perché non ci sarà «vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia». Il ministro Guido Crosetto ha risposto con l’impegno a «lasciare ai nostri figli un’Italia più sicura, più consapevole, capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino».
Multilateralismo e giustizia internazionale
Dal palco romano, il Capo dello Stato ha messo in guardia contro gli «uomini soli al comando» e ha ribadito una linea netta: «Per l’Italia il multilateralismo è indispensabile». Ha quindi richiamato la comunità internazionale a difendere le corti, il cui sistema oggi «è sotto attacco», riaffermando un principio irrinunciabile: «Chi compie nefandezze e malvagità, anche nel corso dei conflitti, non deve ottenere medaglie ma condanne».
Giovani, natalità e migrazioni
Guardando al futuro, Mattarella ha chiesto un’azione dei giovani per l’ambiente e ha definito la denatalità «fortemente preoccupante», sollecitando «iniziative di sostegno alle famiglie». Sulle migrazioni, ha ricordato l’ampiezza del fenomeno globale e ha invitato a un approccio ancorato ai valori costituzionali: «noi siamo il risultato di tante migrazioni e non ci dispiace affatto». La Costituzione resta per il Capo dello Stato «La nostra casa comune».