Jannik Sinner lascia il Roland Garros 2026 al secondo turno, sconfitto in cinque set dall’argentino Juan Manuel Cerundolo. Giovedì 28 maggio, dopo una lunga battaglia in cui l’azzurro è stato avanti per quasi tre set, la partita è girata a causa di un malessere in campo legato a un colpo di calore. In conferenza stampa, Sinner ha spiegato la dinamica della giornata: "Nessuno è un robot. Nessuno è costruito per non fallire mai", aggiungendo: "oggi è andata così. Non ho semplicemente visto l'uscita, ed è una cosa che normalmente non mi succede".
Il match e lo stop improvviso
L’avvio solido, con scambi corti e ritmo alto, non è bastato quando le energie sono venute meno. Il numero uno azzurro ha descritto le sensazioni provate durante la partita: "Ho iniziato a sentirmi molto stordito in campo, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza". Poi la scelta di gestire le forze nella speranza di un quinto set in rimonta: "Nel quarto set l’ho un po’ lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa. Stamattina mi sono svegliato e non stavo bene, ho cercato di tenere gli scambi corti e all’inizio colpivo molto bene, poi a un certo punto ho sbattuto contro un muro e basta".
Il caldo e le sensazioni in campo
Il calo è arrivato a metà del terzo set, quando Sinner ha percepito il primo campanello d’allarme: "A metà del terzo set mi sono iniziato a sentire male. Anche se stavo giocando un tennis fantastico, ma oggi proprio non riuscivo a trovare energia". Sulle condizioni meteo, il giudizio è netto: "è stata una situazione difficile. Ma ancora una volta, è lo sport. Faceva caldo, ma non un caldo pazzesco. Mi sembrava che si potesse giocare piuttosto bene. Il problema non era il caldo o le condizioni, il problema ero io".
Le cause e il calendario
Nell’analisi del post-partita, Sinner ha attribuito il malessere a un insieme di fattori, tra recupero e qualità del sonno: "È difficile da dire, credo sia il risultato di tante cose insieme, non di una sola. Ho giocato tanto e non ho avuto molto tempo per recuperare". E ancora: "qui il primo match l’ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai comunque tanto tempo per recuperare, anche se avevo finito sì tardi ma non troppo. Stanotte non ho dormito bene e stamattina quando mi sono svegliato facevo fatica. Può succedere: durante l’anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli".
Infine, sulle critiche relative al numero di tornei disputati negli ultimi mesi, l’azzurro ha rimarcato l’impossibilità dei controfattuali, ricordando i successi recenti sulla terra: "Non posso sapere come sarebbe andata. Se non avessi giocato Madrid o Roma, magari arrivavo qui e avrei avuto comunque un giorno come questo in cui ti senti male". E conclude: "guardando indietro è sempre difficile: ho vinto tre tornei sulla terra, risultati incredibili, una striscia fantastica. Come ho detto all’inizio dell’anno, questo torneo era l’obiettivo principale e uscire così presto non era ciò che volevo. Però non sai se sarebbe cambiato qualcosa saltando Madrid o Roma: non lo sapremo mai".