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Rivolta a Rebibbia: incendio e barricate, sindacati denunciano

Rivolta a Rebibbia: incendio e barricate, sindacati denunciano

immagine di repertorio (foto da Pexels)

Incendio e tensione nel Nuovo complesso di Rebibbia, a Roma, dove nel Reparto G12 un gruppo di detenuti ha dato fuoco al corridoio della Sezione C. Materassi e coperte sono stati accatastati per creare una barriera di fiamme, mentre i cancelli sono stati bloccati con lenzuola annodate, ostacolando i soccorsi e rendendo difficile un intervento immediato.

Le dinamiche dell'episodio

L’azione, definita come un’azione coordinata, ha trasformato il corridoio della sezione in un fronte di fuoco e fumo. Secondo quanto riferito, il personale è intervenuto in condizioni operative estremamente critiche per mettere in sicurezza l’area e ripristinare l’ordine all’interno dell’istituto penitenziario della Capitale.

Le denunce di Osapp

A darne notizia è l’Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, che sottolinea il ruolo decisivo degli agenti impegnati a Rebibbia. "Solo l’eroismo e il sangue freddo del personale in servizio – denuncia il segretario regionale dell’Osapp – a cui va il nostro più totale plauso, hanno evitato che oggi si dovessero contare i morti. Il personale ha dovuto operare tra fumi tossici e fiamme, mettendo in sicurezza l’intera popolazione detenuta nonostante le condizioni proibitive e l'aggressività della rivolta".

Il sindacato segnala criticità e chiede correttivi immediati alla gestione della sicurezza. “Siamo stanchi, siamo esausti, siamo indignati – continua il segretario regionale – Il personale di polizia penitenziaria di Rebibbia non può continuare a fare da scudo umano alla totale incapacità gestionale di chi siede nelle poltrone che contano. Non accettiamo più di lavorare in condizioni da Terzo Mondo, dove la nostra incolumità è lasciata al caso o alla buona sorte”. L’Osapp chiede al Dap, “un intervento immediato e radicale, perché è evidente che il sistema attuale è al collasso e che le strategie di gestione della sicurezza sono fallimentari."

L'allarme di Uspp Lazio

Sul fronte sindacale interviene anche l’Uspp del Lazio. Il segretario regionale Giovanni Passaro rileva una deriva nei comportamenti dietro le sbarre e sollecita un ripensamento organizzativo in ambito penitenziario. "Assistiamo a un cambiamento preoccupante nel comportamento della popolazione detenuta, sempre più riluttante al rispetto delle regole. È necessario ripensare le modalità di gestione- dichiara - occorre individuare nuove strutture".

L’episodio, avvenuto a Roma, riapre il dossier sulla sicurezza e sulle condizioni operative della polizia penitenziaria, ponendo l’accento sulla necessità di misure efficaci per prevenire nuove emergenze all’interno degli istituti.