Il settore dell'ospitalità a Roma sta affrontando una grave carenza di manodopera. Con la città che continua a registrare un'affluenza turistica elevata grazie agli ultimi mesi del Giubileo e al rientro dei residenti, bar e ristoranti operano a pieno regime, ma lamentano la mancanza di circa 15.000 addetti, una stima che secondo alcuni esperti potrebbe arrivare a 20.000 unità. L'allarme è stato lanciato da esponenti di spicco del settore, tra cui Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio, e Claudio Pica, presidente di Fiepet Confesercenti. A mancare in modo più significativo sono camerieri, baristi e addetti alla sala, figure cruciali per il funzionamento di circa 18.000 esercizi pubblici della Capitale.
Deficit di personale per bar e ristoranti
La carenza di personale nel settore turistico, con ristoranti e bar al primo posto, non è un fenomeno nuovo, ma si è aggravata con la fine della stagione estiva. Se durante l'estate la mancanza riguardava principalmente i lavoratori stagionali, ora il problema si ripropone con forza nella ricerca di personale stabile.
Nel periodo estivo, infatti, le imprese turistiche di Roma e provincia avevano previsto di assumere oltre 114.000 lavoratori, di cui circa 18.000 nella ristorazione, con una predominanza di personale di sala. Ora, con la domanda di dipendenti a tempo indeterminato, la difficoltà a reperire figure professionali adeguate è diventata ancora più acuta.
Diverse le ragioni, ma la principale, secondo Claudio Pica, è la necessità di rendere il settore più attraente per i giovani. Una possibile soluzione, come discusso con i sindacati e Fipe Confcommercio, potrebbe essere la detassazione del lavoro straordinario o festivo, rendendo il lavoro più remunerativo e appetibile per le nuove generazioni.
Le proposte
Una delle principali leve per superare questa crisi è indubbiamente la retribuzione. Sergio Paolantoni, presidente di Fipe Confcommercio, sottolinea che le nuove abitudini sociali rendono difficile convincere i giovani a lavorare di sera, nei fine settimana e durante le festività. Pertanto, un miglioramento delle condizioni economiche rappresenterebbe un incentivo significativo.
Claudio Pica di Fiepet Confesercenti conferma che i salari netti per i dipendenti del settore variano da 1.400 a 2.000 euro, con oneri contributivi a carico dell'azienda. Egli spiega che un lavoratore a Roma costa in media 26.000 euro all'anno, ma al dipendente ne arrivano solo circa 16.000, un divario dovuto a imposte e oneri sociali.
La negoziazione in corso tra le associazioni di categoria e il Governo mira proprio a trovare una soluzione su questo punto, rendendo il lavoro nel settore più vantaggioso per i lavoratori.
Formazione professionale
Oltre alle questioni salariali, un altro nodo cruciale riguarda la formazione professionale. Il segretario della CNA Roma, Giordano Rapaccioni, ha sottolineato come la mancanza di personale qualificato, in particolare cuochi e camerieri, limiti lo sviluppo di un comparto vitale per l'economia e il turismo della città.
La causa principale di questa carenza è l'assenza di percorsi formativi adeguati alle attuali esigenze del mercato. Le scuole alberghiere, spesso percepite come una scelta di ripiego, dovrebbero invece diventare centri di specializzazione di alta qualità, incentivando programmi che portino a qualifiche superiori e che promuovano un'efficace integrazione tra mondo scolastico e lavorativo.