Rissa tra parcheggiatori abusivi ieri sera a Roma nell'area delle Terme di Caracalla. A scatenare la violenza la contesa degli spazi, quelle strade dove gli spettatori degli spettacoli estivi cercano posto per lasciare l'auto e raggiungere i concerti. Così mentre uno degli artisti in cartellone si preparava ad entrare in scena ecco che a poche centinaia di metri si consumava il classico teatrino, che stavolta però è finito alle mani.
Rissa tra parcheggiatori abusivi alle Terme di Caracalla: 5 arresti
I frequentatori degli spettacoli conoscono bene la difficoltà di trovare parcheggio nell'area delle Terme di Caracalla. File di auto si incolonnano su tutto il perimetro anche a rischio di una contravvenzione, finendo per occupare ogni spazio possibile anche sull'Aventino. Terreno ideale per i parcheggiatori abusivi ma anche per i topi d'auto pronti a fare razzia tra i veicoli parcheggiati.
Proprio per questo una pattuglia di carabinieri della Stazione di Roma Aventino, era impegnata nei controlli sul territorio: obiettivo prevenire i furti sulle auto che gli spettatori degli eventi musicali parcheggiano nell’area. Intervento provvidenziale che ha fermato il litigio tra gli abusivi e anche qualche possibile danno alle auto. Ma soprattutto ha scongiurato il rischio di ferite serie, visto che nello zaino di uno degli avversari c'era una morsa di ghisa.
La contesa delle zone di parcheggio
Tutto è partito nella serata di ieri domenica 8 giugno, in via Antoniniana angolo viale Guido Baccelli dove si è scatenata una violenta rissa tra parcheggiatori abusivi. Con non poca fatica i carabinieri sono riusciti a bloccarli e arrestarli poiché gravemente indiziati del reato di rissa. I motivi della lite pare siano da ricondurre alla contesa delle aree dove svolgere l’attività di parcheggiatore abusivo. I cinque partecipanti alla rissa non hanno inteso ricorrere a cure mediche.
Nel marsupio di uno degli indagati è stata trovata una morsa da banco in ghisa che si presume utilizzasse per infrangere i finestrini delle auto in sosta o nel caso specifico per colpire, rendendo il marsupio una vera e propria arma.