Una maxi rissa tra i vagoni della metro A di Roma, avvenuta a luglio e ripresa con gli smartphone per alimentare contenuti online, è stata ricostruita dai carabinieri della compagnia Roma Centro. Sei persone sono state denunciate in stato di libertà per rissa aggravata, tra cui quattro creator stranieri e due presunti borseggiatori minorenni.
Indagine e contesto
Il caso è emerso dopo la pubblicazione del video da parte del collettivo inglese Dje Media, con la collaborazione di un content creator filippino. Secondo gli investigatori, la dinamica sarebbe stata innescata da un atteggiamento deliberatamente provocatorio del gruppo di youtuber, con l’obiettivo di confezionare un contenuto virale. Il filmato ha superato i 5 milioni di visualizzazioni, scatenando commenti d’odio e alimentando la retorica della giustizia fai da te.
La sequenza ripresa in banchina e a bordo
Le immagini mostrano minacce e spintoni iniziali, quindi l’escalation: reazione a un pugno, calci e colpi al volto contro un presunto ladro e l’uso di spray al peperoncino all’interno del vagone. Nessuna forza dell’ordine è intervenuta in quel momento e non vi era traccia della PolMetro sul posto.
I denunciati e le ipotesi di reato
L’operazione, conclusa nei giorni scorsi, ha portato alla denuncia alla procura ordinaria e a quella per i minorenni di sei cittadini stranieri, alcuni residenti in Italia: quattro youtuber (due filippini di 43 e 44 anni, un britannico di 35 e un francese di 38) e i due presunti borseggiatori, un romeno e un bosniaco, entrambi minorenni. Al momento l’ipotesi contestata è la rissa aggravata.
Sicurezza in metropolitana e misure proposte
Oltre al profilo penale, l’indagine evidenzia una deriva sociale preoccupante legata a contenuti che esaltano la “giustizia fai da te” e aggirano i regolamenti, anche in assenza di autorizzazioni da parte di Atac. L’Arma fa sapere di stare “ponendo la massima attenzione istituzionale e investigativa su una condotta che minaccia l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini”. Per tutti è allo studio la proposta di Daspo urbano e l’avvio di ulteriori provvedimenti per impedirne la frequentazione delle metropolitane romane.