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Risparmio nel Lazio: Roma traina gli investimenti anti-inflazione

Risparmio nel Lazio: Roma traina gli investimenti anti-inflazione

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Nel Lazio il risparmio cambia passo. Secondo un’elaborazione dei dati della Banca d’Italia realizzata dalla Fabi per il Corriere della Sera, a marzo di quest’anno la ricchezza finanziaria delle famiglie è aumentata del 7,6%, pari a 15,7 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025, raggiungendo i 222,5 miliardi. A incidere maggiormente sono gli investimenti anti-inflazione, con la Capitale in prima linea.

I dati principali

Il valore delle allocazioni in fondi comuni, azioni e titoli di Stato è salito da 89,3 a 101,2 miliardi, con un incremento del 13,3% (circa 11,9 miliardi). I depositi bancari sono cresciuti più lentamente, da 117,5 a 121,3 miliardi (+3,2%, pari a 3,7 miliardi). Il quadro conferma la preferenza per strumenti capaci di proteggere il potere d’acquisto rispetto all’accumulo di liquidità sui conti correnti.

Roma al centro della crescita

L’analisi territoriale mostra che l’83,5% delle risorse è concentrato nella provincia di Roma, che guida l’aumento con un +8,1% e rappresenta l’89% della performance complessiva regionale. Nel resto del territorio, Latina si attesta a 13,6 miliardi (+5,5%), Frosinone a 11,7 miliardi (+4,8%), Viterbo a 7,66 miliardi (+5,9%) e Rieti a 3,65 miliardi (+3,3%).

Le scelte dei risparmiatori

La stagione dei rendimenti obbligazionari favorisce il ritorno verso Bot e Btp. «Dato che da diversi anni le banche applicano interessi sui depositi vicini allo zero, i cittadini percepiscono come sicuri e quasi immediati i guadagni derivati Bot e Btp – spiega Emanuele Amenta, segretario Fabi di Roma –. Se fino a prima del Covid la casa di proprietà era il principale asset dei risparmiatori romani, da qualche anno si tende a diversificare maggiormente. E questo grazie agli sforzi profusi da istituzioni, media e associazioni sindacali nella promozione dell’educazione finanziaria».

Previdenza complementare in avanzata

Avanzano, seppur gradualmente, le adesioni agli strumenti pensionistici: per la piattaforma Ciao Elsa, Roma è il terzo territorio più attivo in Italia dopo il Nord-Ovest e il Veneto. «Trasferire il proprio Tfr nel fondo di categoria significa pagare meno tasse, generare rendimenti e, per i lavoratori dipendenti, sbloccare i contributi delle imprese – ricorda Anna Vinci, co-fondatrice della startup Ciao Elsa –. La recente riforma ha accorciato da 180 a 60 i giorni di silenzio assenso, dopodiché il trattamento di fine rapporto e i versamenti aziendali vengono investiti in automatico con linee di rischio inversamente proporzionali all’età».