Presentato a Roma il rilancio dell’Irccs Santa Lucia di Roma, con un intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci che ha richiamato il ruolo dell’Istituto nell’integrazione tra assistenza, ricerca e innovazione. L’attenzione è puntata sul valore strategico dell’ente per la ricerca biomedica e per il Servizio sanitario nazionale.
Il rilancio a Roma
Nel corso della presentazione, Schillaci ha sottolineato la centralità del modello Irccs nella capacità di tradurre le nuove conoscenze scientifiche in diagnosi e terapie a beneficio dei pazienti. Il Santa Lucia viene descritto come esempio significativo di un sistema in cui ricerca e cura procedono in modo coordinato.
“La scelta di dare vita ad una Fondazione, in cui anche le Istituzioni hanno assunto un ruolo centrale, ha consentito di preservare e rilanciare un’eccellenza del Servizio sanitario nazionale, riconoscendone il valore strategico per il sistema della ricerca sanitaria italiana e garantendo la continuità di una missione che integra quotidianamente assistenza, ricerca e innovazione. Gli Irccs rappresentano una delle espressioni più avanzate del nostro Servizio Sanitario Nazionale. Sono i luoghi nei quali la ricerca non costituisce un’attività separata dalla cura, ma consente di trasformare rapidamente tutte le nuove conoscenze scientifiche in diagnosi più tempestive, terapie più efficaci e migliori prospettive di vita per i pazienti. Il Santa Lucia è un esempio molto significativo di questo modello”.
Focus su ricerca e reti
Il ministro ha richiamato la qualità della produzione scientifica dell’istituto, il contributo allo sviluppo delle neuroscienze e la partecipazione alla Rete degli Irccs delle Neuroscienze e della Neuroriabilitazione (Rin). È stato inoltre rimarcato l’impegno del Ministero a sostegno della continuità delle attività, con particolare attenzione alla partecipazione ai principali programmi nazionali e ai progetti avviati nell’ambito del Pnrr.
Riferimenti specifici sono arrivati anche sul fronte dei programmi europei, con il richiamo ai risultati conseguiti nell’ambito di Horizon Europe e al percorso di ammodernamento delle infrastrutture di ricerca. Un insieme di azioni che, secondo il ministro, rafforza il ruolo del Santa Lucia nel sistema nazionale della ricerca biomedica e ne consolida la proiezione internazionale.