Sabato 14 marzo i rider a Roma scendono in strada per chiedere tutele concrete su retribuzioni, salute e sicurezza. L’appuntamento è alle 11 in piazza dei Re di Roma per un sit-in che coinvolge una platea cittadina stimata tra i 6mila e gli 8mila ciclofattorini. La mobilitazione arriva dopo l’attenzione della Procura di Milano su Glovo e Deliveroo, accesa per una «situazione di vero e proprio sfruttamento ai danni di un numero rilevante di lavoratori».
La mobilitazione nella Capitale
L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare l’opinione pubblica e ottenere risposte su temi considerati urgenti dai lavoratori del delivery. Il presidio, organizzato nel cuore della città, rilancia una vertenza che nella scorsa estate aveva già messo in luce le difficoltà operative nelle ore più calde, con consegne rese complesse da temperature elevate e assenza di una regolamentazione adeguata.
Le richieste sul salario e sul contratto
La Cgil sintetizza così la piattaforma rivendicativa: «Il nostro obiettivo è che si arrivi al minimo di 8-9 euro l'ora e l'applicazione del contratto trasporti e logistica». Secondo Simone Cioncolini, della Nidil Cgil, «Da quanto ci risulta il salario dei rider è in media intorno ai 2,50 euro l’ora — spiega Simone Cioncolini, della Nidil (Nuove identità di lavoro) Cgil — e le entrate dipendono da quante richieste si riescono a evadere in un’ora». I ciclofattorini, oggi inquadrati come autonomi, utilizzano mezzi propri come la bicicletta a pedalata assistita, si registrano sulle piattaforme e svolgono l’attività in base alle logiche dell’algoritmo. «Noi chiediamo che venga riconosciuto loro il contratto collettivo del settore trasporto e logistica — sottolinea ancora Cioncolini — , il più vicino a quelle che sono le loro mansioni».
Sicurezza e condizioni di lavoro
Il tema della sicurezza sul lavoro resta centrale. La protesta richiama l’urgenza di regole chiare per evitare che, con l’arrivo della stagione calda, si ripetano turni nelle fasce orarie più critiche senza adeguate tutele. Nel mirino anche le modalità organizzative legate alle app, considerate determinanti nel definire ritmi e carichi.
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Una piazza per creare connessioni
Il sit-in punta inoltre a ricucire legami tra lavoratori che spesso operano in comunità chiuse, senza contatti diretti con l’esterno. La presenza fisica in piazza intende facilitare il confronto, anche con i rappresentanti sindacali, chiamati di frequente a intervenire per lo sblocco delle piattaforme e per l’assistenza nelle controversie legate alle consegne.