Dopo l’inchiesta di Fanpage che ha raccontato la versione di una donna che avrebbe subito molestie da Matteo Richetti, il senatore di Azione ha respinto ogni accusa, avanzandone, anzi, nei confronti di Fanpage, secondo il senatore ha messo in piedi una “gravissima distorsione del processo democratico che costituisce l'evidente obiettivo del killeraggio avviato nei miei confronti pochi giorni prima del voto”.
Richetti ha parlato all’Ask anews annunciando di aver “dato mandato ai miei legali di agire in sede civile, penale e disciplinare nei confronti di Fanpage e di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda per i danni recati a me e alla mia famiglia. Stiamo anche valutando le iniziative da intraprendere contro tutti coloro che hanno fatto dello sciacallaggio in questi giorni, rilanciando - spesso con toni diffamatori - le assurde accuse avanzate nei miei confronti".
Matteo Richetti ha definito quella di Fanpage una "campagna diffamatoria senza precedenti. Mi sono convinto, dall'evoluzione dei fatti di questi giorni, e in particolare da quanto rivelato dall'accurata inchiesta della testata 'Domani' non certo vicina ad Azione, che si tratti di un'operazione politica, ordita per danneggiare me come candidato, e soprattutto la lista Azione-Italia Viva-Calenda a pochi giorni dal voto".
“Questo - prosegue Richetti - è confermato da una serie di circostanze: la giornalista autrice dell'inchiesta ha contattato Azione per la prima volta lo scorso aprile sulla base delle accuse di una persona che, a quanto ci consta, aveva inviato dossier nei miei confronti a numerose testate sorprendentemente la vicenda è stata tirata fuori solo una settimana prima delle elezioni".
Aggiunge il senatore di Azione: “Hanno omesso qualsiasi riferimento ai procedimenti penali per stalking e diffamazione avviati da altre persone negli anni passati nei confronti della mia accusatrice, uno dei quali sfociato in una condanna a 4 anni. A specifica domanda in televisione, ieri il direttore di Fanpage ha affermato letteralmente 'a noi non non risultano precedenti di questo tipo', è evidente l'intenzione di Fanpage di nascondere all'opinione pubblica elementi di valutazione essenziali per fornire una versione unilaterale e faziosa della storia", spiega Richetti.
G.