Roma mette in vetrina il Reparto mobile della Polizia di Stato alla sfilata del 2 Giugno ai Fori Imperiali, per la prima volta al centro del settore dedicato alla Polizia. «Un grande orgoglio sfilare per il 2 Giugno», afferma Fabio Abis, direttore del Servizio Reparti speciali, che richiama il ruolo operativo dei reparti anche fuori dalle piazze.
Sfilata ai Fori Imperiali e missione operativa
Abis sottolinea la natura poliedrica dei Reparti mobili: «È sicurezza agli obiettivi sensibili, ma lo è anche per le persone in pericolo, perché quando si verifica una calamità noi siamo fra i primi ad arrivare». La struttura conta 5mila unità complessive, di cui 4.500 operative, dispiegabili con rapidità su tutto il territorio: «Certo, da nord a sud, fino a Catania e Palermo. Con 5mila unità delle quali 4.500 operative [...] pronti a partire in ogni momento».
Formazione e gestione dell’ordine pubblico
La preparazione è tecnica e psicologica. «Ad acquisire la capacità di essere resilienti, pazienti davanti alle peggiori provocazioni [...] Il loro compito non è quello di incutere timore [...] ma di sviluppare un atteggiamento empatico». Sui dispositivi di protezione, Abis chiarisce: «È bene non equivocare. Gli agenti indossano il casco - l'u-boot - quando è necessario [...] tagliersi il casco [...] significa voler sminuire la tensione [...] bensì far capire che la tensione si sta già abbassando».
Dati 2025 e casi recenti
Sul bilancio operativo, il direttore spiega: «Rispetto all'anno precedente c'è stato un aumento del 14,25% di agenti feriti durante il servizio, però su 512mila impieghi. Abbiamo avuto 449 uomini e donne costretti alle cure mediche, 72 dei quali in occasione di eventi sportivi, e tutti gli altri in manifestazioni di piazza». Dopo l’episodio di Torino, resta il principio cardine: «Nessuno sarà lasciato indietro o abbandonato». A Pescara, il 9 maggio, nove poliziotti sono rimasti feriti per fermare circa 800 tifosi diretti verso gli spogliatoi.
Tecnologie e cooperazione
Sulle dotazioni, Abis evidenzia l’uso delle bodycam: «Non abbiamo niente da nascondere e non andiamo in piazza per aggredire qualcuno bensì per difendere i cittadini». Le competenze maturate a Roma e negli altri reparti sono un riferimento anche all’estero, con colleghi europei ed extra Ue che si confrontano con i modelli italiani.