Ricerca nel Sito

Regina Coeli e Rebibbia, Prc: "Condizioni inaccettabili. uno stato civile non umilia la dignità umana"

Regina Coeli e Rebibbia, Prc: "Condizioni inaccettabili. uno stato civile non umilia la dignità umana"

"Le denunce della Camera Penale di Roma sulle condizioni di Regina Coeli e Rebibbia sono gravissime e non possono essere archiviate come l'ennesimo allarme destinato a cadere nel vuoto. Quando si parla di condizioni disumane, sovraffollamento, carenze igienico-sanitarie e di decine di suicidi nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno, siamo di fronte a un'emergenza che chiama direttamente in causa lo Stato."

Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario romano di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale del partito, che aggiunge:
"Una società democratica si misura anche da come tratta chi è detenuto. La pena consiste nella privazione della libertà, non nella privazione della dignità umana. Se le condizioni denunciate a Regina Coeli e Rebibbia corrispondono alla realtà, siamo davanti a una sconfitta dello Stato e della Costituzione."

Ed ancora: "È inaccettabile che nel 2026 si continui a convivere con sovraffollamento, strutture degradate, assistenza insufficiente e condizioni che mettono a rischio la salute fisica e psicologica delle persone detenute. I 46 suicidi registrati nelle carceri italiane dall'inizio dell'anno rappresentano un grido d'allarme che nessuna istituzione può ignorare."

Dunque, conclude Barbera, "Chiediamo al Ministero della Giustizia un intervento immediato su Regina Coeli e Rebibbia, un piano straordinario per affrontare il sovraffollamento e maggiori risorse per personale, assistenza sanitaria e salute mentale. La sicurezza non si costruisce trasformando le carceri in luoghi di abbandono. Uno Stato forte è quello che fa rispettare la legge senza rinunciare ai principi di umanità e civiltà sanciti dalla Costituzione."

Max