Firmato oggi, nella sede della Regione Lazio, il Protocollo d'intesa tra Regione Lazio, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) e Asl Roma 2 per la realizzazione di un Poliambulatorio Casa della Comunità all'interno del carcere di Rebibbia. A sottoscrivere l'intesa sono stati il presidente della Regione, Francesco Rocca, il provveditore regionale per il Lazio e il Molise, Giacinto Siciliano, e il direttore generale della Asl Roma 2, Francesco Amato.
Un presidio sanitario dentro il carcere
Il protocollo avvia una sperimentazione che, in chiave operativa, partirà da agosto 2025 con l'obiettivo di portare il modello assistenziale del Servizio sanitario nazionale dentro le mura dell'istituto. L'iniziativa punta ad assicurare ai detenuti gli stessi standard di equità, universalità e dignità assistenziale riconosciuti ai cittadini sul territorio, integrando prestazioni mediche, specialistiche e infermieristiche in un unico presidio.
Assistenza continua e minori trasferimenti
La struttura opererà coordinando i servizi sanitari interni per ridurre la necessità di trasferimenti esterni protetti e per migliorare la continuità terapeutica. Una delle aree di intervento considerate prioritarie riguarda i detenuti tossicodipendenti. L'inserimento di terapie farmacologiche avanzate a rilascio prolungato limita le criticità legate alla somministrazione quotidiana e consente di dedicare più tempo a percorsi di counseling e supporto psicologico.
Finanziamento, rete territoriale e durata della concessione
Il progetto si inserisce nella rete aziendale della sanità territoriale e beneficia dei fondi strutturali dedicati alla sanità di prossimità. I fondi per la riorganizzazione della rete assistenziale della Asl Roma 2 attingono direttamente agli stanziamenti del Pnrr destinati alla nascita delle Case della Comunità per colmare i divari nelle aree a maggiore deprivazione. La Asl Roma 2, già responsabile del servizio sanitario all'interno della Casa di reclusione di Rebibbia, ha ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di 3.642.872 euro per realizzare il Poliambulatorio.
La validità del contratto di concessione ad uso gratuito è trentennale e può essere rinnovata per ulteriori venti anni. Il nuovo presidio sanitario si propone come tassello strategico per rafforzare l'assistenza penitenziaria, migliorare l'accesso alle cure e garantire servizi più tempestivi e integrati all'interno dell'istituto capitolino.