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Rastrellamento Ghetto Roma: ottant'anni fa il sabato nero

Rastrellamento Ghetto Roma: ottant'anni fa il sabato nero

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Rastrellamento Ghetto Roma: sono passati 80 anni ma, ad oggi, il dolore è ancora vivo, e continuerà ad esserlo. Sono ottanta gli anni passati dal cosiddetto "sabato nero".

Stiamo parlando della dolorosissima storia che costà la vita ad oltre 1000 persone, prese con forza dagli uomini guidati da Kappler.

Rastrellamento Ghetto Roma targa
Rastrellamento Ghetto Roma targa

Rastrellamento Ghetto Roma, ottant'anni da terribile sabato

Era l 16 Ottobre del 1943. Oggi, il 16 ottobre 2023 ricorrono ottant’anni dal rastrellamento del Ghetto di Roma. Una data che il Comune, con il sostegno del ministero dell’Interno e in collaborazione con la comunità ebraica di Roma, la fondazione Museo della Shoah e l’Unione delle comunità ebraiche italiane, ha scelto di commemorare con un ampio programma di appuntamenti.

Sono 80 anni dal “sabato nero”: il rastrellamento venne organizzato in un giorno festivo per la comunità ebraica: il Sukbkot. Una scelta premeditata, quella dei nazisti comandati dal tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, perché la festività avrebbe reso più facile individuare nelle relative case le famiglie presenti nel Ghetto.

Rastrellamento Ghetto Roma via
Rastrellamento Ghetto Roma via

Rastrellamento Ghetto Roma: il ricatto dell'oro

La comunità ebraica, poche settimane prima, era stata presa di mira da un’altra operazione. Il 26 settembre Kappler aveva convocato il presidente della comunità ebraica Ugo Foà e Dante Almansi, a capo dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, per costringerli alla consegna di 50 chili d’oro.

Una tale quantità di preziosi avrebbe dovuto garantire l’incolumità per tutti gli ebrei italiani. Il quantitativo, raccolto all'interno della Sinagoga e corrisposto per interno due giorni più tardi, venne inviato a Berlino ma, come i fatti dimostrarono, non servì a scampare gli ebrei dai rastrellamenti.

Rastrellamento Ghetto Roma: l'operazione all'interno

La mattina del 16 ottobre, non tenendo fede alla promessa fatta, 365 soldati nazisti guidati da Kappler, penetrarono nel Ghetto.

Leggi anche: L’orrore del rastrellamento del Ghetto 80 anni fa, Roma commemora l’anniversario lunedì 16 ottobre

La loro azione iniziò alle 5.30 del mattino e durò fino alle 14: catturarono 1259 persone. Di queste 363 uomini e 207 i bambini. Le restanti, 689 persone, erano donne tra cui alcune incinta visto che almeno due partorirono nel cortile di Palazzo Salviati, dov'erano stati ammassati.

Rastrellamento Ghetto Roma: la deportazione

Delle persone rastrellate nel Ghetto, 227 furono rilasciate in quanto provenienti da famiglie “miste” ma furono più di mille gli ebrei deportati alla stazione Tiburtina.

Da lì, con 18 carri bestiame, sono stati condotti nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Furono i primi ebrei italiani a essere deportati ed una volta giunti a destinazione vennero divisi in due gruppi. 820 prigionieri, considerati inabili al lavoro, furono condotti nelle camere a gas. Gli altri, 154 uomini e 47 donne, vennero costrtti al lavoro forzato.

Rastrellamento Ghetto Roma: i sopravvissuti

Tra le vittime del rastrellamento, a fine guerra, fecero ritorno in patria soltanto 15 uomini e una donna: Settimia Spizzichino.

È morta nel luglio del 2000, dopo una vita spesa a far conoscere le atrocità dello Shoah italiano, soprattutto alle giovani generazioni. A lei è stato intitolato, nel 2012, il ponte che unisce Ostiense a Garbatella.

Dei 207 bambini prelevati dal Ghetto, non ne sopravvisse nessuno.