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Ranucci: «Non sento Valter da quando lo hanno perquisito», l’inchiesta sull’attentato a Campo Ascolano

Ranucci: «Non sento Valter da quando lo hanno perquisito», l’inchiesta sull’attentato a Campo Ascolano

Sigfrido Ranucci (foto Adnkronos)

Sigfrido Ranucci, impegnato a Piacenza con lo spettacolo «Diario di un trapezista», interviene sul rapporto con Valter Lavitola, sotto indagine per l’attentato del 16 ottobre scorso a Campo Ascolano. «Non sento Valter da quando lo hanno perquisito. Ho deciso di non chiamarlo per rispetto a chi sta indagando. E del resto non mi ha chiamato nemmeno lui».

Le indagini a Roma

Lavitola è stato ascoltato dai pm a piazzale Clodio, dove ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda che riguarda il conduttore di Report. L’imprenditore è indagato insieme al suo collaboratore camerunense Gomes Clesio Tavares, anche sulla base dell’analisi delle celle telefoniche nelle settimane precedenti all’attentato. «Non so cosa può aver detto ai magistrati — spiega il giornalista al Corriere — ma posso solo dire che Valter nell’estate dello scorso anno è venuto almeno due volte a cena a casa nostra a Campo Ascolano, mentre in un’altra occasione, mi sembra a metà settembre, è passato a trovarmi, ma io non ero in casa e quindi mi ha telefonato da lì. Io comunque ero sempre sotto scorta e non uscivo in strada, non so se qualcuno lo accompagnasse in queste visite».

Le visite e i rapporti personali

Il conduttore ricostruisce le frequentazioni dell’estate 2025 tra il litorale romano e i Monti Lepini. «Valter cercava una casa in affitto per portare il figlio al mare qui vicino, prima andava a Terracina, ma costava troppo — aggiunge Ranucci — così passava spesso qui. Abbiamo cenato con i miei figli. Sempre l’estate scorsa è venuto a mangiare a casa dei miei genitori a Rocca Massima (in provincia di Latina, ndr)».

Le posizioni su Rai e politica

Ranucci interviene anche sulle dichiarazioni del direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini. «Non ho nulla da rispondere, mi ha detto che avrebbe fatto una smentita perché le sue parole sono state travisate». E aggiunge: «a me ha detto altro». Il giornalista ribadisce inoltre la distanza da ipotesi di impegno politico: ha «aver sempre detto, anche in Commissione di vigilanza, che non mi sarei mai candidato in un eventuale progetto politico di Lavitola, che sulla questione peraltro ha inviato sondaggi sul target anche ad altri giornalisti».

La nota del legale

L’avvocato Roberto De Vita richiama il quadro processuale e i rischi di delegittimazione personale. «Ranucci è stato vittima di un grave attentato, che ha colpito lui, la sua famiglia, la trasmissione Report e i suoi giornalisti. E qualora si accertasse l’effettivo coinvolgimento di Valter Lavitola, Ranucci sarebbe una seconda volta vittima. Alcune ricostruzioni giornalistiche e dichiarazioni politiche improvvide, oltre a superare l’assurdo, rischiano di essere solo strumentali a una delegittimazione umana e professionale di Ranucci».