Claudio Ranieri ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport per parlare di presente e futuro della Roma.
Le parole di Ranieri
Su Pisilli...
"Lui è bravo, ma ci sono pure Baldanzi e Soulé, che sono convinto che presto sboccerà. I giovani vanno supportati, aiutati. E invece si sono trovati in mare aperto, da soli. E anche qui dobbiamo migliorare. Per questo ho puntato su gente esperta come Hummels, Paredes, Pellegrini, Cristante e Mancini, sono loro che devono tracciare la strada. Se i giovani sono intelligenti, fanno tesoro di questo e imparano. Ecco, diciamo che io mi sento il martello della società per fare le cose in una certa maniera".
Qual è il sistema di gioco per valorizzare al massimo Hummels, Paredes e Dybala?
"Sono tre campioni del mondo. Nel calcio non esiste un sistema vincente, sono i giocatori ad essere vincenti. È stato logico ripartire da loro. In generale non voglio gente non felice. Paulo è un campione: se lui vuole restare, deve restare. Il contratto? Non spetta a me, ma alla presidenza decidere se rinnovare o spalmare. A me tocca la valutazione tecnica e capire se può essere un giocatore valido per il nuovo allenatore. E questo Dybala lo è".
Su Pellegrini...
"È la questione che mi sta più a cuore. Lorenzo è un ragazzo meraviglioso e un professionista esemplare. Ma è un romano atipico, non esterna le emozioni, in questo siamo simili. Resta però uno dei migliori centrocampisti italiani, lui e Lampard mi hanno segnato tanti gol. Ora deve rimettere il sorriso, ma serve anche l’aiuto dei tifosi. Invece sembra che oramai sia stato condannato. Se si riprenderà? Non lo so, lo spero".
Ha parlato con i Friedkin per un ritorno di De Rossi sulla panchina?
"No, di Daniele non ho parlato, loro mi hanno detto che si sono lasciati in ottimi rapporti. È vero invece che su Dybala gli ho detto che se sta bene, deve giocare e che non accettavo intromissioni. E non ci sono state".
C'è la possibilità che grazie a lei Totti faccia parte della dirigenza giallorossa?
"Devo capire che cosa può e vuole fare Francesco, arriverà il giorno che glielo chiederò. Al Milan Maldini è stato preso in considerazione, ma ora c’è Ibra e non penso possano coesistere. Poi c’è Del Piero che può fare qualsiasi cosa. Noi attendiamo di capire da Francesco cosa vuole fare".
È vero che in passato ci fu la possibilità di allenare la Nazionale italiana?
"Sì, c’è stato un momento. Albertini mi ha detto spesso: 'Sei stato l’unico che mi ha detto di no'. E sapete perché? Perché di mezzo c’era sempre la Roma, che per me è una cosa speciale".