Dopo l'accusa di evasione arriva quella di violenza sessuale. Si aggrava la posizione del pr 37enne peruviano evaso dai domiciliari per trascorrere una serata in discoteca a Roma. Lì avrebbe invitato una 20enne con la promessa di un lavoro come ragazza immagine, quindi un cocktail dopo l'altro e la droga, fino ad abusare della giovane. L'uomo già indagato per un'altra violenza avvenuta lo scorso ottobre, era stato sottoposto agli arresti domiciliari. Quello stesso giorno però è uscito di casa per andare in discoteca in zona Eur. Una serata trascorsa con la 20enne fino a portarla nel suo appartamento dove nella notte tra il 23 e il 24 gennaio sarebbero stati commessi gli abusi.
Ragazza violentata dopo la discoteca, arrestato pr
I Carabinieri della Stazione di Bracciano hanno eseguito un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti del 37enne peruviano gravemente indiziato del reato di violenza sessuale ai danni di una giovane di 20 anni.
Il racconto della serata, dalla promessa di un lavoro come ragazza immagine agli abusi
Le indagini, coordinate dal Gruppo Antiviolenza della Procura di Roma, sono partite dopo che la madre della giovane si è presentata in caserma per raccontare quanto appreso dalla figlia. La ragazza ha spiegato che la sera tra il 23 e il 24 gennaio, era stata invitata a una serata in discoteca da un noto pr della Capitale, il quale, approfittando della promessa di un lavoro quale ragazza immagine, l'avrebbe spinta a bere e assumere sostanze stupefacenti per poi approfittare di lei una volta tornati nell'appartamento dove l'uomo era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Le confidenze con le amiche e la madre e poi la denuncia: due violenze in 15 giorni
La vittima si sarebbe poi risvegliata nell’abitazione del 37enne, senza ricordare nulla di quanto successo nella notte. Ci metterà un po' a capire e a cercare di ricostruire quello che le sarebbe accaduto e soprattutto ad avere la forza di raccontarlo a qualche amica ed alla madre, che le hanno consigliato di presentare denuncia.
Nella tarda sera del 26 gennaio, infatti, la giovane trova la forza di andare in caserma e raccontare quello che ricordava ai carabinieri, cercando di non tralasciare nessun dettaglio che potesse essere utile all’avvio delle indagini. In tale quadro emergeva la sussistenza di due distinti episodi di violenza ai danni della ragazza, in poco più di quindici giorni.
Il blitz in casa del 37enne: vestiti e testimonianze confermano la versione della vittima
Alle prime luci dell’alba del giorno seguente i Carabinieri hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione del 37enne, rinvenendo indumenti e indizi utili a riscontrare la versione della vittima. Da qui un lavoro di ricostruzione degli eventi da parte dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, con l’escussione di numerosi testimoni che, a più riprese e in modo coerente, hanno confermato la versione della vittima.
Le indagini
Le indagini, inoltre, sono state “guidate” dall’acquisizione di chiamate, file audio, video e fotografie della serata trascorsa in discoteca. Al termine del lavoro è risultato chiaro agli investigatori come l’uomo avesse lasciato il proprio domicilio, nonostante ristretto agli arresti domiciliari poiché indagato per altro reato dello stesso genere. Una vicenda dai contorni drammaticamente simili a quanto denunciato dalla 20enne.
Lo scorso 1 febbraio 2025 è stata quindi eseguita una prima ordinanza di aggravamento della misura degli arresti domiciliari nei confronti del 37enne, resosi responsabile della violazione degli obblighi imposti dal regime degli arresti domiciliari e condotto in carcere.
Custodia cautelare in carcere
Il 7 febbraio 2025 è stata emanata un'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere, giustificata anche dalla “ripetitività dei fatti, la circostanza che siano stati commessi ai danni di più persone, la insidiosità del gesto, la particolare violenza utilizzata per soddisfare i propri istinti sessuali, che portava l’indagato a drogare la vittima”.
La giovane è stata avviata al percorso del cd “codice rosa”, utile a fornire sostegno fisico e psicologico, alle vittime di abuso.