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Quirinale, 2 giugno in piazza tra musica e sport

Quirinale, 2 giugno in piazza tra musica e sport

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Roma celebra la Festa della Repubblica con un format inedito al Quirinale, lontano dai consueti giardini e più vicino alla città. Niente ricevimento tradizionale, platea mista e uno spettacolo pensato per il pubblico televisivo. Lo spirito è inclusivo e popolare, come racconta il commento di un sottosegretario: «Niente tartine e solo posti a sedere. Si stava meglio passeggiando e chiacchierando sulle aiuole del palazzo presidenziale».

Un 2 giugno a misura di comunità

Nel programma si intrecciano istituzioni, studenti e volti noti della musica. Sul palco, tra i brani simbolo, risuona «La storia siamo noi». Gianni Morandi, rivolto al pubblico, afferma: «Sono felice di essere qui a festeggiare una mia coetanea», mentre la strofa «Nessuno si senta escluso» diventa il filo conduttore della serata. Emozione anche per il video storico con Alcide De Gasperi: «Prendendo la parola in questo consesso mondiale, sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me». Nel parterre si scherza sulle assenze musicali, fino alla battuta: «Ah, già: ha la polmonite? Poveretto...», e si passa alla leggerezza di Carlo Verdone, che evita i temi di politica elettorale e strappa sorrisi.

Musica, sport e Roma protagonista

Lo sport entra al centro della scena con Alex Del Piero e Beppe Bergomi, mentre qualcuno mormora «Davvero arriva Gasp?». La platea si infiamma sul refrain calcistico, con l’eco di «noi non ci saremo». Spiccano Federica Brignone, Arianna Fontana, Abdon Pamich e Bebe Vio. Dall’altra parte dell’oceano arriva il collegamento: «Los Angeles, sei collegata?», con i connazionali e Francesca Lollobrigida. In città, l’idea di una Roma europea riaccende il senso di appartenenza.

Le voci che raccontano l’Italia

Tra gli interventi culturali, Luca Zingaretti ricorda Rocco Scotellaro, Massimo Popolizio rievoca l’epidemia di Covid e Cristiana Capotondi legge Elsa Morante: «c’è un mucchio di gente che, appena nasce, si prende paura, e rimane sempre con la paura di tutte le cose». Dalle prime file arriva la risposta: «Ecco, la Repubblica ha insegnato agli italiani il coraggio!». Sul palco danzano e cantano Roberto Bolle, Luca Barbarossa, Giuliano Sangiorgi e Cecilia Bartoli con «Caruso», mentre Paolo Fresu e Danilo Rea firmano la colonna sonora jazz. In apertura, la voce di Paola Cortellesi: «La Repubblica nacque con un gesto semplice e rivoluzionato: una scheda votata, piegata e infilata nell’urna». Un 2 giugno diverso, più semplice e spettacolare, che punta a cucire il rapporto tra Paese e istituzioni.