Quarticciolo sotto la lente della Polizia di Stato: un dispositivo straordinario di controllo del territorio, messo in campo dal V Distretto Prenestino, ha interessato le aree più esposte ai reati predatori e allo spaccio. Pattugliamenti dinamici, servizi di osservazione e monitoraggi mirati hanno portato a oltre cinquanta identificazioni, 24 veicoli controllati, sei arresti, una denuncia in stato di libertà per evasione e sanzioni amministrative per 5.000 euro al titolare di un minimarket.
Il dispositivo di controllo
L’azione, calibrata sul contrasto ai reati contro il patrimonio e al traffico di stupefacenti, ha intercettato le dinamiche delle piazze di spaccio locali, strutturate con vedette, staffette e depositi improvvisati tra siepi, pedane e contenitori per i rifiuti. Il presidio nelle strade principali del quadrante, tra via Prenestina e viale Palmiro Togliatti, ha consentito di colpire sia la vendita al dettaglio sia la logistica di rifornimento.
Il caso del “cavallo di ritorno”
L’operazione si è aperta con un episodio riconducibile al “cavallo di ritorno”. Dopo il furto di uno smartphone a una donna mentre faceva rifornimento in via Prenestina, un cittadino tunisino avrebbe tentato di ottenere denaro per la restituzione del dispositivo. La denuncia immediata ha permesso agli investigatori di rintracciarlo in viale Palmiro Togliatti, dove è stato sottoposto a fermo per tentata estorsione.
Blitz sulle piazze di spaccio
Nel corso dei controlli, gli agenti hanno documentato un passaggio di consegne tra una staffetta in monopattino e un pusher incaricato della vendita. Un ventiseienne egiziano, dopo alcune cessioni, ha cercato di occultare le dosi in una pedana trasformata in deposito di fortuna: recuperati gli involucri di cocaina, è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio. Le vedette hanno tentato di coprire la fuga di due pusher, un quarantatreenne tunisino e un ventunenne marocchino: il primo è stato bloccato al termine di una colluttazione, il secondo fermato dopo aver provato a disfarsi della droga. Una donna è stata sorpresa a prelevare sostanza da una siepe usata come deposito occulto; sequestrati circa quaranta involucri di cocaina. In un successivo intervento, un ventinovenne tunisino utilizzava un contenitore per i rifiuti come deposito: all’interno oltre duecento involucri già confezionati tra cocaina e crack. Alla vista degli agenti ha tentato di disperdere lo stupefacente e di fuggire, venendo subito bloccato.
Convalide e garanzie
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria. Le circostanze descritte rientrano nella fase delle indagini preliminari e, per gli indagati, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.