Qui la copertina della puntata di Extra “Quando la tv divenne a colori: in Italia quasi un caso di Stato.”
“È il 26 agosto del 1972, e sul secondo programma della Rai Rosanna Vaudetti annuncia la messa in onda a reti unificate della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera: è in assoluto la prima trasmissione a colori della televisione italiana, un test che andrà a buon fine anche se a beneficio di pochissimi dal momento che all'epoca la tv a colori non era ancora diffusa. Da quella storica prima volta, occorrerà aspettare quasi 5 anni prima che la tv pubblica iniziasse a trasmettere ufficialmente a colori.
Dietro ad un passaggio tecnico e di costume che oggi potrebbe sembrare del tutto marginale, si cela in realtà una pagina di storia del nostro paese decisamente complessa tanto è vero che l’Italia fu tra gli ultimi stati a vedere colorati i propri teleschermi: in ritardo non solo rispetto agli Stati Uniti, dove le prime trasmissioni risalgono addirittura al 1954, ma anche ad altre nazioni europee dal momento che Francia, Germania e Regno Unito iniziarono nel 1967.
A dire il vero, dicono gli annali, anche la Rai avrebbe potuto partire prima se è vero che dal punto di vista tecnico già dal 1961 era tutto pronto per trasmettere a colori: fu la politica - i governi ma un po' tutti i partiti dell'epoca - a ritardare fino all'ultimo spicchio degli anni '70. Due sostanzialmente i motivi di fondo: la scelta del sistema di trasmissione da adottare tra i modelli SECAM e PAL, che in realtà assunse i contorni di una vera e propria sfida geopolitica, e i problemi economici dell'Italia che rendevano proibitivo per le famiglie dell'epoca l'acquisto di un televisore a colori. Il resto del pasticcio lo fecero le scelte - o le non scelte - della politica, che rese davvero un affare di stato il passaggio della tv a colori con il risultato che per anni i programmi Rai andarono in onda in bianco e nero mentre in alcune regioni d'Italia chi avesse potuto scanalare si sarebbe già imbattuto in programmi a colori... per esempio sulla tv svizzera, dove già nel 1975 Mike Bongiorno sanciva il passaggio alla nuova tecnologia.”
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