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Pronto soccorso del Lazio, attese infinite. Cisl: "Mancano 10mila unità"

Avere un posto letto dopo essere passati dal pronto soccorso, nel Lazio, inizia a diventare un’impresa. Possono passare giorni prima del trasferimento. Una situazione che Giovanni Fusco, responsabile Cisl Fp Lazio, come riporta il Corriere della Sera, definisce “inaccettabile”. Aggiunge Fusco: “Le ragioni per cui si è arrivati a questo punto nei dipartimenti di emergenza sono fondamentalmente due: da un lato la mancanza di risposte sul territorio, dall’altro la carenza di personale in questi reparti. Nel Lazio mancano, secondo le nostre stime, 10mila unità in tutte le professioni sanitarie, tra infermieri, tecnici e operatori socio sanitari”.

Il segretario della Cisl Fp Lazio spiega: “Una fuga a cui contribuisce anche un altro fattore, quello delle aggressioni, ultima in ordine di tempo quella del Policlinico Umberto I. La gente, a causa delle attese troppe lunghe, si spazientisce e purtroppo reagisce così. È importante che si spinga per la presenza delle forze dell’ordine 24 ore su 24”.

Attese lunghissime per avere un posti letto: “I livelli sono molto simili a prima della pandemia, a tratti anche peggiorati, come nel caso del Sant’Andrea, dove è anche capitato che i pazienti siano stati adagiati a terra su un lenzuolo, o del Santa Maria Goretti di Latina, che raccoglie un bacino d’utenza molto ampio. E questo accade in generale un po’ ovunque, specie nei Dea di secondo livello”.

Intanto il Codacons annuncia una battaglia legale per i ritardi nei pronto soccorso: “Contro le liste d’attesa nella sanità pubblica, Codacons e Articolo 32 (associazione specializzata nella tutela del diritto alla salute) lanciano anche nel Lazio una nuova battaglia legale a favore degli utenti”, fa sapere l’associazione.

G.