Sanità, i pronto soccorso sono (di nuovo) al collasso e i sindacati attaccano la Regione: "Si continua a tagliare"
Ospite in collegamento: Paolo Terrasi, segretario generale di Fp CgilCi sono due motivi ben precisi per cui i nostri pronto soccorso sono al collasso e, ormai, abbiamo imparato a capirlo un po' tutti: mancanza di personale e accessi inappropriati. Ciascuna causa acuisce l'altra: pochi medici e infermieri nei pronto soccorso costretti a gestire fiumi di pazienti che potrebbero rivolgersi (in molti casi) al medico di base. Ma siamo sicuri sia tutto qui? Se si investisse di più nella sanità le cose non potrebbero migliorare?
Domanda abbastanza ovvia si potrebbe obiettare, ma a conti fatti il nodo da sciogliere è economico. Se i nostri medici, infermieri e professionisti del settore venissero pagati di più e non fossero costretti a turni massacranti di venti ore non lavorerebbero meglio? Se non altro, la tentazione di fuggire all'estero svanirebbe e le menti migliori resterebbero qui. Ad esserne certi sono soprattutto i sindacati che, nelle ultime ore, hanno attaccato la Regione. Perché? Perché si continua "a tagliare", a "non investire".
L'allarme di Fp Cgil e Uil Fpl: "I pronto soccorso sono al collasso"
Secondo Fp Cgil e Uil Fpl i nostri pronto soccorso sono (di nuovo) al collasso non per colpa del picco influenzale, ma a causa di "anni di tagli, riduzioni e mancanza di investimenti”. L'accusa è chiara: si continua a favorire il privato negando "il diritto alla salute di tutti e tutte".
"Il diritto costituzionale a una assistenza di qualità, nonostante la retorica di certa politica, è messo ogni giorno di più a repentaglio da scelte sbagliate e volte a favorire il privato" tuona Paolo Terrasi.
Cosa chiedono i sindacati
"Chiediamo alla Regione Lazio in primis di investire maggiormente nella sanità - sottolinea Terrasi - e soprattutto di investire di più sul personale, personale che è sottopagato. Come Fp Cgil non abbiamo sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale perché c'è un aumento di appena 40 euro lordi che, con l'inflazione alle stelle, è una cifra davvero irrisoria. Bisogna intervenire su una serie di fattori. La sanità pubblica così rischia di collassare definitivamente".



