I pronto soccorso sono senza medici, Simeu lancia l'allarme: "Ne mancano almeno 3.500"
Ospite in collegamento: Dott. Mario Guarino, vicepresidente nazionale SimeuNei pronto soccorso italiani c'è una gravissima carenza di medici, ne mancano all'appello 3.500: a lanciare l'allarme è la SIMEU (Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza), che, attraverso un’indagine condotta su 153 strutture sparse in tutta Italia, descrive una realtà fatta di carenze gravi e squilibri strutturali.
“Rispetto al totale dei dirigenti medici necessari al corretto funzionamento dei reparti, solo il 62% è coperto con dirigenti dipendenti del SSN. Il restante 38% è coperto da altre figure professionali” spiega la Simeu. Si parla di gettonisti, libero-professionisti e specializzandi, oppure – nel peggiore dei casi – nessuno. Proiettando i numeri a livello nazionale, si stima che “a fronte di circa 9mila medici necessari solo 5.500 siano presenti: mancano non meno di 3.500 dirigenti medici”.
Il 12% della forza lavoro è costituita da specializzandi: "Serve una riforma"
L’indagine mette in evidenza un altro aspetto critico: la presenza sempre più massiccia di specializzandi in corsia: “Il fatto che circa il 12% della forza lavoro nei pronto soccorso sia oggi costituito da specializzandi con contratto di dipendenza a tempo pieno dal SSN non può più essere ignorato – afferma Alessandra Iorfida, coordinatrice dell’Area specializzandi della Simeu -. È il segnale evidente che l’attuale modello di formazione post-laurea è superato. Serve una riforma strutturale”.
Il rapporto Simeu in sintesi
Il 38% degli organici medici di Pronto Soccorso è assente: secondo la proiezione nazionale la quantità delle carenze è pari a non meno di 3.500 medici.
Nonostante tutti i correttivi messi in campo (cooperative, prestazioni aggiuntive e altro) resta totalmente assente il 17% dei medici necessari. La proiezione nazionale rileva che non meno di 550 medici siano del tutto assenti e non sostituiti con alcuna soluzione contrattuale.
Poco più della metà delle carenze (57%) è rimpiazzata da medici con differenti fattispecie contrattuali: cooperative 18%, libero-professionisti 16%, prestazioni aggiunte 15%, specializzandi in libera professione 8%. L’imminente scadenza di una parte dei contratti con società di servizi (Cooperative) richiama la necessità di provvedimenti non ulteriormente procrastinabili.
La carenza di personale medico si ripercuote pesantemente sull’efficienza delle strutture: sommata al deteriore fenomeno del boarding determina il disagio cui sono costretti i pazienti nei Pronto Soccorso e incrementa pesantemente il carico di lavoro di ogni singolo professionista in servizio, innescando il circolo vizioso delle ulteriori fughe dal SSN.


