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Presidio a piazzale Clodio: a rischio 200 lavoratori informatici

Presidio a piazzale Clodio: a rischio 200 lavoratori informatici

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A piazzale Clodio si è tenuto un presidio dei lavoratori informatici impiegati nei palazzi di giustizia della Capitale, preoccupati per il cambio di appalto e per il futuro di circa 200 lavoratori. L’iniziativa, promossa da Fiom e Ugl, ha coinvolto il personale tecnico che da anni assicura i servizi digitali negli uffici giudiziari di Roma.

Il presidio a piazzale Clodio

La mobilitazione ha interessato l’area del tribunale di Roma, con striscioni e interventi a sostegno della continuità occupazionale. I sindacati hanno richiamato l’attenzione sul passaggio di consegne tra aziende e sulle ricadute operative nei tribunali, sottolineando il ruolo essenziale del personale specializzato per la gestione dei servizi informatici.

L’incontro al ministero della Giustizia

Al centro della protesta vi è l’esito dell’ultimo confronto al Ministero della Giustizia. Lo scorso 28 aprile, “a soli due giorni dalla scadenza dell’appalto, si è svolto l’incontro convocato dal Ministero della Giustizia (Dit, Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica), alla presenza delle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori assunti direttamente da Top Network S.p.A. e Intersistemi Italia S.p.A. Roma e delle compagini industriali subentranti, ad eccezione di Accenture ed Engineering. Tali aziende – sottolinea la segreteria provinciale Uglm Roma - infatti, non si sono presentate all’incontro, dimostrando una grave mancanza di rispetto nei confronti dei lavoratori, delle aziende coinvolte e dello stesso Ministero della Giustizia, e non hanno mai fornito l’elenco del fabbisogno di personale necessario a garantire la continuità delle attività svolte presso i tribunali. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto: non sarà infatti garantita la tutela occupazionale di tutti i circa 200 lavoratori impiegati nel servizio di assistenza agli utenti del Ministero. Si tratta, peraltro, di lavoratori altamente specializzati, che operano da anni all’interno degli uffici giudiziari e che godono di una consolidata fiducia da parte delle strutture in cui prestano servizio”.

Le richieste dei sindacati

Le sigle sindacali hanno sollecitato strumenti di tutela per garantire la prosecuzione del lavoro e la qualità dei servizi digitali negli uffici giudiziari del Lazio. La Fiom Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene ribadisce “con forza la richiesta di mantenimento dei livelli occupazionali per i lavoratori coinvolti e l’attivazione della clausola sociale prevista per legge negli appalti pubblici, sostenendo e supportando tutte le iniziative sindacali e legali delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, a cominciare dallo stato di agitazione e dalle due giornate di sciopero e di presidio di fronte al tribunale di Roma indette”. Secondo i promotori, l’applicazione della clausola sociale rappresenta un passaggio chiave per evitare ripercussioni sull’operatività dei palazzi di giustizia e per tutelare le professionalità maturate negli anni.