Con il nuovo anno stop alle ricette mediche inviate via sms o via email. La possibilità di ottenere la prescrizione dematerializzata, introdotta in epoca di emergenza covid, era stata apprezzata molto apprezzata dai pazienti, al punto da ottenere una proroga fino alla fine di quest'anno.
Dal 2023, però, questa possibilità sarà revocata e i pazienti dovranno mettersi in fila presso gli studi medici, per ottenere le ricette. Eppure non è detta l'ultima parola, perchè le pressioni per mantenere questa opportunità sono diverse.
Ricette mediche via email, perché non si potrà più: medici e pazienti chiedono la proroga
I particolare, tutte le parti in causa (medici e pazienti) sembrano essere d'accordo sull'importanza e l'utilità delle prescrizioni dematerializzate. "Abbiamo interpellato sul provvedimento la segreteria del ministro della Salute facendo presente la scadenza e ci aspettiamo una risposta positiva su una eventuale proroga", ha riferito il presidente dell'Ordine dei Medici, Fnomceo, Filippo Anelli. "La ricetta dematerializzata dovrebbe viaggiare di pari passo con il fascicolo sanitario elettronico, che però non tutte le Regioni hanno attivato e non tutti i cittadini vi hanno aderito. Durante il Covid per evitare l'affollamento degli studi è stato consentito di inviare un codice ai pazienti in modo non criptato, via telefono o email. Questo provvedimento è andato benissimo e nelle more che tutte le Regioni adottino e tutti i cittadini attivino il fascicolo sanitario elettronico è un sistema comodo per i pazienti e sicuro per i medici”
Dello stesso parere Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione Italiana di medici di medicina generale (Fimmg).“Come abbiamo già chiesto in due incontri al ministro della Salute, è necessaria la proroga del provvedimento del marzo 2020, che permette al cittadino di non dover andare di persona a prendere il promemoria cartaceo della ricetta, ma di riceverlo via mail. Sappiamo che il tema è sul tavolo e sicuri che mostrerà la sua attenzione verso l'argomento"
Prescrizioni mediche dematerializzate, D'Amato: "Senza proroga sarà il caos"
"Se la norma per l'invio delle prescrizioni mediche al proprio assistito verrà cancellata dal governo si creerà il caos nel momento di picco influenzale e un grave disagio sia per i medici che per gli assistiti. Se non verrà reinserita, nel Lazio adotteremo un decreto per consentire di utilizzare una modalità che ha funzionato ed evitare assembramenti negli studi per semplici prescrizioni", ha annunciato invece l'Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.
Prima della pandemia da Covid nel 2020, per ottenere farmaci sotto prescrizione medica era necessario esibire la classica ricetta rossa cartacea, fornita dal medico di base. L'ordinanza della Presidenza del Consiglio pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel marzo 2020 aveva invece introdotto la possibilità di utilizzo di strumenti alternativi al promemoria cartaceo. Ovvero, in farmacia bastava esibire il numero della ricetta dopo che questa era stata generata da parte del medico.
(sg)