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Premio Strega, a Roma annunciata la dozzina della narrativa e la cinquina europea

Premio Strega, a Roma annunciata la dozzina della narrativa e la cinquina europea

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Roma torna al centro della grande letteratura con l’annuncio della dozzina del Premio Strega per la Narrativa e della cinquina del Premio Strega Europeo, presentati in città dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. Un passaggio cruciale nell’anno dell’ottantesimo anniversario del riconoscimento, che segna la corsa verso la cinquina finale e poi verso il verdetto conclusivo.

La presentazione a Roma

Alla presenza del direttore della Fondazione Stefano Petrocchi, del presidente di Strega Alberti Benevento Giuseppe D’Avino, del segretario generale della Camera di Commercio di Roma Pietro Abate, dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio e della responsabile comunicazione di Bper Banca Serena Morgagni, è stata svelata la rosa di dodici titoli selezionati tra 79 candidature complessive, con 46 autori e 33 autrici.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine, che ha sottolineato il valore dell’annata: «È stata una bella annata di libri di qualità, e siamo felici sia arrivata in coincidenza con gli ottanta anni del Premio Strega. Ci premeva che la selezione dei romanzi candidati rappresentasse questa eccellenza editoriale e credo si sia riusciti nell’intento».

I dodici romanzi in gara

La dozzina racconta una narrativa italiana attenta alla storia, all’impegno civile e al dialogo con le figure del passato. Tra i selezionati figura Matteo Nucci con “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli), che propone il ritratto del filosofo nel suo percorso tra «fra ardori giovanili e matura consapevolezza». A riscrivere la memoria di un autore del Novecento è poi Elena Rui con “Vedove di Camus” (L’Orma), in cui le voci femminili che hanno amato Albert Camus diventano il prisma per attraversarne l’eredità.

Nella dozzina entra anche Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet), un omaggio in forma narrativa a Gianni Celati, e Michele Mari con “I convitati di pietra” (Einaudi), che conferma la statura di uno degli autori di riferimento del nostro panorama letterario. Completano il quadro Bianca Pitzorno con “La sonnambula” (Bompiani), storia sarda di una donna che vive di vaticini, e Teresa Ciabatti con “Donnaregina” (Mondadori), viaggio nei segreti di famiglia e nel rapporto tra generazioni.

Tra le opere che si contendono l’accesso alla cinquina spicca anche Mauro Covacich con “Lina e il sasso” (La nave di Teseo), costruito con misura e precisione attorno alle contraddizioni dei sentimenti, e Maria Attanasio con “La rosa inversa” (Sellerio), che riscopre un manoscritto e la figura di Ruggero Henares per rileggere temi di uguaglianza e libertà.

La dozzina si completa con “Acqua sporca” di Nadeesha Uyangoda (Einaudi), che porta in primo piano l’orizzonte multiculturale; “Occhi di bambina” di Marco Vichi (Guanda), romanzo familiare ambientato negli anni Ottanta; “Lo sbilico” di Alcide Pierantozzi (Einaudi), che indaga il disagio mentale; e “L’invenzione del colore” di Christian Raimo (La nave di Teseo), in dialogo con la memoria del padre e con la stagione del cinema a colori.

Le esclusioni eccellenti e le prossime tappe

Nella selezione restano fuori, tra gli altri, Leonardo Colombati con “Non vi sarà più notte” (Mondadori) ed Edith Bruck con “L’amica tedesca” (La nave di Teseo). Un esito non sorprendente per l’elevato livello medio delle proposte, come ha ricordato Petrocchi: «Ma la selezione quest’anno è stata difficile». La corsa della Narrativa prosegue ora verso il prossimo snodo: la proclamazione dei finalisti è fissata per il 3 giugno a Benevento. In questa edizione, come ha osservato Melania G. Mazzucco, è un anno «in cui è risorto il gioco letterario».

La cinquina del Premio Strega Europeo

Contestualmente è stata resa nota anche la cinquina del Premio Strega Europeo. Nel presentare i titoli, Petrocchi ha rimarcato un aspetto inedito: «Questa tredicesima edizione dello Strega Europeo è già un caso – ha commentato Petrocchi – non solo perché per la prima volta nella cinquina si contano quattro autrici e un solo autore. Ma anche perché si tratta di autori, per la maggior parte, di origine non europea. Segno che la letteratura unisce davvero le culture ed è prezioso strumento di libertà e conoscenza reciproca».

I cinque libri finalisti sono “La notte nel cuore” di Nathacha Appanah, tradotto da Cinzia Poli (Einaudi); “La chiamata. Storia di una donna argentina” di Leila Guerriero, tradotto da Maria Nicola (SUR); “Entra il fantasma” di Isabella Hammad, tradotto da Maurizia Balmelli (Marsilio); “In tempo reale” di Tonio Schachinger, tradotto da Francesca Gabelli (Sellerio); “Estranea” di Yael van der Wouden, tradotto da Roberta Scarabelli (Garzanti). I titoli sono stati presentati insieme a Giulia Caminito e Tommaso Giartosio.

La premiazione, condotta da Eva Giovannini, è in calendario per domenica 17 maggio alle ore 18.30 al Salone Internazionale del Libro di Torino, che ospiterà anche la presentazione di ciascuna opera in gara.

Il ruolo di Roma nel percorso dello Strega

La tappa romana conferma la centralità della capitale nella filiera del libro e della lettura. La presenza delle istituzioni cittadine e dei partner economici, dalla Camera di Commercio di Roma a Roma Capitale, ha offerto un quadro di sostegno coordinato alle iniziative culturali. In questa cornice, il Premio Strega ribadisce la sua funzione di osservatorio e propulsore della narrativa contemporanea, con una dozzina che tiene insieme memoria, identità e sguardi sul presente, e una cinquina europea che amplia l’orizzonte di confronto oltre i confini nazionali.