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PRC: "Al Liceo Righi censura e controllo poliziesco per la conferenza con Noemi Di Segni"

PRC: "Al Liceo Righi censura e controllo poliziesco per la conferenza con Noemi Di Segni"

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"Al Liceo scientifico Righi di Roma è andato in scena un atto di violenza simbolica e istituzionale senza precedenti: la libertà di espressione è stata coperta di vernice bianca e presidiata dalle forze di polizia".

Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, Segretario romano e membro della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.

"Per blindare la conferenza della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni – prosegue la nota – la dirigenza scolastica ha scelto la strada dell’epurazione politica: cancellazione del murale con la bandiera palestinese, realizzato nell’ambito di un regolare progetto didattico, e rimozione della mostra fotografica studentesca sul genocidio a Gaza. Un colpo di spugna sulla realtà che trasforma la scuola pubblica in spazio di propaganda unilaterale".
L'esponente di Rifondazione Comunista denuncia inoltre la militarizzazione dell’istituto:

"Secondo quanto riferito dagli studenti, circa quindici agenti della Polizia di Stato hanno pattugliato i corridoi riprendendo con telefonini e telecamere ragazze e ragazzi all’interno della scuola. È inaccettabile che la forza pubblica venga schierata tra i banchi per intimidire studenti che chiedevano semplicemente di accedere all’Aula Magna, rimasta parzialmente vuota, per esercitare il diritto al confronto".

"Il dirigente scolastico – continua la nota – ha trasformato il liceo in una scuola-caserma, bloccando l’ingresso agli studenti e tradendo apertamente la funzione educativa dell’istruzione pubblica.

Grave anche la gestione dell’informazione: L’avviso della conferenza è stato diffuso all’ultimo momento e in modo selettivo, impedendo qualsiasi contraddittorio e tenendo all’oscuro la stragrande maggioranza dei docenti. È la stessa scuola che nega spazi a storici e voci critiche, ma li apre al controllo poliziesco.
"Cancellare con una mano di vernice i simboli di un popolo oppresso e oggetto di un genocidio non cancellerà la coscienza critica degli studenti
conclude BarberaEsprimiamo piena solidarietà alle ragazze e ai ragazzi del Righi: la bandiera della Palestina e il diritto al dissenso non si cancellano con un ordine di servizio".

Max