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Prati, chiesta in appello la conferma dell’ergastolo per Giandavide De Pau

Prati, chiesta in appello la conferma dell’ergastolo per Giandavide De Pau

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È stata chiesta in appello la conferma dell’ergastolo, con tre anni di isolamento diurno, per Giandavide De Pau, imputato per i tre omicidi avvenuti il 17 novembre 2022 nel quartiere Prati a Roma. La richiesta è stata formulata davanti alla corte d’assise d’appello nella giornata di giovedì 17 settembre.

Il caso e le vittime

Secondo l’impianto accusatorio, due cittadine cinesi furono accoltellate a morte in un appartamento al primo piano di via Riboty: si tratta di Yang Yun Xia, 45 anni, che si faceva chiamare "Sofia", e di Li Yan Rong, 55 anni, che si faceva chiamare “Lia”. Nelle stesse ore, nel seminterrato di via Durazzo, venne uccisa la sessantacinquenne colombiana Marta Castano Torres. I tre episodi sono contestati allo stesso imputato.

La richiesta dell’accusa e la perizia

All’udienza del 17 settembre, il sostituto procuratore generale Eugenio Rubolino ha sollecitato la conferma della sentenza di primo grado del 20 novembre scorso. Tale decisione era seguita a una perizia psichiatrica che aveva stabilito la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti. La procura generale ha quindi ribadito le conclusioni già accolte in primo grado, chiedendo di mantenere la pena dell’ergastolo con tre anni di isolamento diurno.

Le prossime tappe del processo

Alla prossima udienza, in programma il 29 settembre, prenderanno la parola i difensori di De Pau, gli avvocati Alessandro De Federicis e Barbara De Benedetti. L’imputato è attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia. La discussione proseguirà dunque in corte d’assise d’appello, con la camera di consiglio che sarà chiamata a decidere sulla richiesta di conferma della condanna già pronunciata in primo grado.