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Poteri speciali per Roma, al Senato si attende il segnale del Pd

Poteri speciali per Roma, al Senato si attende il segnale del Pd

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Si sposta in Senato il dossier sui poteri speciali per Roma Capitale, dopo l’astensione del Pd alla Camera e le divisioni interne esplose con la presa di posizione del sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha definito «sciocco» concentrare più attenzione su Roma rispetto ad altre città. Il voto a Palazzo Madama non è ancora in calendario, ma già dalla prossima settimana potrebbero partire le convocazioni.

Il passaggio al Senato e gli equilibri politici

Il testo di riforma costituzionale, approvato dalla maggioranza di centrodestra a Montecitorio, approda ora in una fase decisiva. L’astensione dem ha aperto un fronte delicato anche a livello locale, con riflessi diretti per la Capitale. Nel partito della premier si attende una mossa dei dem «senza se e senza ma», mentre nel campo avversario si cerca di ricomporre il quadro dopo lo strappo.

La linea del governo e di FdI

La premier Giorgia Meloni ha ribadito l’esigenza di un sostegno trasversale. Da ambienti di FdI filtra un messaggio netto: «Non possono imporre le loro condizioni: se esistono due Pd, uno romano e uno nazionale, ce lo devono dire. Nel frattempo, deve esserci il voto favorevole in seconda lettura e poi tutto può ripartire». La leader di FdI ha lavorato a una mediazione sull’emendamento leghista per le città metropolitane e non ha gradito l’astensione dem dopo il confronto con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

I nodi da sciogliere e l’ipotesi referendum

Resta centrale l’obiettivo di evitare un referendum, considerato rischioso tra astensionismo e sentimenti anti-romani. Le diplomazie puntano a riaprire il dialogo anche attraverso il neo presidente della commissione Affari costituzionali, Andrea De Priamo (FdI), che ha seguito il dossier su Roma per la premier.

Le posizioni nel Pd e l’appello di Forza Italia

Nel Pd si registra l’apertura del deputato Roberto Morassut, disponibile a valutare le obiezioni di Sala pur segnalando che Roma potrebbe fare «da apripista». Dal fronte azzurro arriva l’invito alla convergenza del senatore Maurizio Gasparri: «Mi auguro che maturi una posizione più aperta da parte del Pd, altrimenti sarebbe un segnale ostile nei confronti della Capitale».